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mercoledì 31 maggio 2006

C'era una volta la televisione

La televisione oggi rapperesenta il mezzo di comunicazione di massa più diffuso, ma cosa diffonde e in quale modo?
I primi anni '60 hanno visto la TV come una protagonista assoluta delle poche serate con parenti e conoscenti che si riunivano per seguire le trasmissioni di allora, trasmissioni che si occupavano di cultura e in qualche caso cercavano addirittura di insegnare a scrivere a coloro che ancora non sapevano, seppur oggi possa sembrare strano.
Era un mezzo di apprendimento di notizie e di cultura generale.
Tuttavia oggi sembra che le cose siano decisamente cambiate: programmi definiti trash dalla stessa critica, informazioni dubbie e poca cultura generale.
Le informazini assumono una dimensione completamente diversa secondo il periodo in cui ci si trova, ad esempio in un periodo di campagne elettorali, si parlerà bene di certi argomenti che sono stati trattati in precedenza da quel determinato politico, oppure abbiamo sentito parlare di "mucillagini" nei periodi invernali, ma poi con l'avvicinarsi della stagione balneare, il fenomeno sembra miracolosamente svanito.
L'aviaria è stato uno dei temi più trattati qualche mese fa, il pericolo della psicosi tanto temuto è poi risultato essere effettivamente presente, ma oggi sembra che il problema sia stato completamente risolto, non sappiamo come, ma è stato risolto: nessuno ne parla più!
Stessa cosa per il problema della sindrome della "mucca pazza", il botulino, anche di questo oggi non si parla più, ma è stato definitivamente debellato?
E da chi? In quale modo e con quale farmaco miracoloso?
Insomma sembra che le notizie che arrivano nelle nostre case siano soltanto ciò che dobbiamo sapere, non ciò che realmente accade.
Non si parla di cultura, ma soltanto di fattorie, grandi fratelli e altri reality show che catturano l'attenzione di milioni di persone che, inconsapevolmente, alimentano quel fenomeno che si chiama Audience o Share, l'indice di ascolto che determina la popolarità di un programma e fa si che gli sponsors possano investire la propria pubblicità in quella fascia oraria tanto seguita.
Se la situazione attuale ci va bene e non ci importa di ascoltare le notizie "mirate", non ci importa se ci dobbiamo sorbire la pubblicità che noi stessi alimentiamo, allora è arrivato il momento di prendere il telecomanto e sintonizzarci sul prossimo show di tentenza.

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