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domenica 30 novembre 2008

A.Ge.: Bambini e Farmaci - Gli atti del convegno alle scuole

A.GE.: BAMBINI E FARMACI

GLI ATTI DEL CONVEGNO ALLE SCUOLE


Bambini, malattia, cure e farmaci declinati a 360 gradi da un gruppo di medici della ASL 1 di Massa e Carrara e da una farmacista esperta in automedicazione.


Gli atti del convegno "Farmaci, dall'uso all'abuso" sono stati inviati a tutte le scuole toscane e alle duecento Associazioni A.Ge. in Italia perché, come dice la presidente dell'A.Ge. Massa Patrizia Menchini "gli esiti di questo convegno sono ricchi di contenuti e di indicazioni utili per tutti noi genitori". Ecco alcuni degli aspetti toccati dai relatori:

"La malattia non è questione di somministrazione di farmaci –ha detto il dottor Antonio De Angeli, psicologo- Il disagio di un bambino non è mai semplicemente un problema di origine organica. Il bambino è un soggetto attivo e partecipe anche quando è ammalato, nella scelta della cura, nella somministrazione di un farmaco. La relazione interpersonale stabilisce un rapporto attraverso un contenuto, una forma: nella malattia la relazione è molto più importante delle azioni intraprese, del farmaco somministrato, delle prescrizioni impartite e rispettate …".


Né si poteva trascurare il fatto che nella Regione Toscana l'uso dei farmaci antidepressivi è più alto della media nazionale, da cui il preoccupante monito lanciato dalla dott.ssa Elena Bianchini, neuropsichiatra infantile, che ha chiamato in causa scuola e famiglia: "In Europa si stima che il 10% dei bambini soffra di disturbi neuropsichiatrici, di cui le sindromi depressive rappresentano la quinta causa di malattia e, attraverso il suicidio, la terza causa di morte in età adolescenziale. In Italia la percentuale sembra attestarsi sul 9%; i dati disponibili dimostrano che l'uso di psicofarmaci riguarda circa 30.000 ragazzi, in gran parte adolescenti".


Gli aspetto psicologici nel trattamento farmacologico sono stati trattati dalla psicologa dott.ssa Fiammetta Mozzoni: "I dati delle ricerche suggeriscono che almeno il 50% dei pazienti ad un certo punto rifiuta i farmaci nel corso della terapia. Ci sono studi che indicano che tra il 25% e il 94% dei pazienti in terapia ambulatoriale in realtà non assume i farmaci come è stato loro prescritto. L'alleanza terapeutica rappresenta perciò una parte importante del processo di prescrizione del farmaco. Gli approcci terapeutici integrati mostrano una percentuale di successo maggiore nel determinare il successo della cura".


Grande interesse ha suscitato la relazione della dott.ssa Alessandra Di Marzio, farmacista, che ha trattato delle opportunità e dei rischi dei farmaci da automedicazione con una efficace presentazione sui che sintomi curano, come si utilizzano, in cosa differiscono dai farmaci veri e propri, i rischi che possono presentare, le esenzioni fiscali. Da sottolineare in particolare il suggerimento di tenere ciascuno aggiornata una scheda dei farmaci assunti, in modo da avere disponibile il proprio quadro clinico in caso di emergenza.


A conclusione è intervenuto il dott. Vittorio Garra, responsabile U.O. Farmaceutica Territoriale, che ha ammonito: "Il progressivo invecchiamento della popolazione ─ con attesa di vita che, nei prossimi decenni, potrebbe raggiungere i 120 anni e il contemporaneo e parallelo accrescersi delle patologie cronico-degerative determineranno un tale aggravio della spesa pubblica per cui è fortemente a rischio la sussistenza stessa dell'intero Sistema sanitario. Cominciamo dunque a ridurre gli sprechi là dove esistono".


Dal convegno anche alcune richieste: agli enti locali, perché regolino i tempi delle città in modo accogliente per chi deve prendersi cura dei propri figli; alle ASL, perché investano nell'informazione dei cittadini; alle scuole perché collaborino più strettamente con i genitori, ad esempio iniziando con il diffondere il materiale inviato.


Gli atti del convegno sono disponibili sul sito associativo www.agetoscana.it

"Presepi... seguendo la stella cometa”

V Edizione Mostra "Presepi... seguendo la stella cometa”

06 Dicembre 2008 - 6 Gennaio 2009
San Carlo al corso - via del Corso 437 Roma

Dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009, presso i suggestivi spazi espositivi del Centro Culturale Giovanni Paolo II, sottostanti la Basilica dei ss Ambrogio e Carlo in via del Corso 437, si svolgerà la quinta edizione della Mostra di arte presepiale Presepiseguendo la stella cometa” organizzata dalla PGEVENTI, con il patrocinio dell'Ass. alla Cultura della Regione Lazio.

Una tradizione che si ripete e che anno dopo anno ha attirato un numero sempre crescente di visitatori, anche per la qualità dei pezzi in mostra, frutto delle abili mani di artigiani che si dedicano con passione alla realizzazione di statuine, fondali, ambientazioni, curandone i più piccoli particolari e la scelta dei materiali.

La magica atmosfera del Presepe, torna dunque anche quest'anno, pronta ad affascinare grandi e piccoli, a stupire e a svelare i segreti nascosti nei suoi simboli. Suoni, colori, immagini, sensazioni, trasporteranno i visitatori a ritroso nel tempo, tra le dune sabbiose dei presepi in stile palestinese,con palme e cammelli e piccole case di pietra.Per poi scoprire la suggestiva teatralità del presepe napoletano, ricco di storia e simbolismi, divertito dalla presenza di tipi grotteschi ed incantato dalla grandiosità degli allestimenti,ricco di storia palpitante di vita!

E ancora i verdi paesaggi della pianura pontina e della campagna romana, con la natività posta tra vecchie rovine, dove a rendere omaggio al Bambinello sono quei pastori che con i loro greggi ancora oggi animano le zone agricole della Capitale. Roma è presente anche con i suoi borghi medievali, con i gatti di una Roma trasteverina ed i suoi personaggi, scene di vita rionale che mostrano artigiani impegnati in antichi mestieri, ormai scomparsi tra i granelli del tempo. Per finire con la solenne intensità, che sembra fermare il tempo, del presepe palermitano, nel quale la Sacra Famiglia pare un prezioso scrigno di intimità e di amore.

L'edizione 2008/2009 presenta una sezione napoletana ancora più ricca e due pezzi di grande interesse: un presepe meccanico bolognese e un presepe di grandi dimensioni che riproduce un particolarissimo angolo della “Roma sparita”, il Porto di Ripetta fedelmente ricostruito.

Ed ecco il momento mistico e poetico più coinvolgente, dentro la scatola del tempo la Madonna, San Giuseppe, il Bambinello e via via tanti personaggi che dovranno essere sistemati nella grotta sui dirupi nelle casette, con amore e commozione per rievocare in tutte le case la notte delle notti
.la notte di NATALE!

In mostra dunque le tradizioni, le nostre radici così forti e uniche da costituire un patrimonio che non possiamo tenere solo per noi ma da condividere con gli altri. Il tutto reso ancora più suggestiva dal percorso espositivo, curato dalla Pgeventi, dalla straordinara ambientazione della Cripta, e da nomi dei Maestri più abili come Ettore Formosa, Alessandro Martinisi, Patrizio Torosani, Giulietta Cavallo, gli storici Maestri della Sezione di Napoli il cui Presidente Umberto Grillo ringraziamo ancora.

Su prenotazione una lezione di arte presepista napoletana del '700 attraverso le abili mani del Maestro Baia di Napoli.

La mostra sarà aperta dal Lunedi alla Domenica dalle ore 10,30 alle ore 19,00
Orario ridotto il 31 Dicembre 2008 dalle ore 10,00 alle ore 17,00 - Biglietto: Unico
3 bambini fino a 6 ani ingresso gratuito - Visite guidate gratuite - Si organizzano anche percorsi guidati per scolaresche con biglietto di 2 euro ad alunno ed accompagnatori omaggio (max 3)
La mostra è fruibile anche a persone su sedia a rotelle.

Per informazioni : Bruni Paola 338/9118050 pgeventi@yahoo.it – www.pgeventi.com

Curatore: Stefano Sorrentino

IPALMO, Best Practices in the Promotion of Rule of Law in the Mediterranean Area

L'IPALMO, istituto presieduto dall'on.le Gianni De Michelis, organizza il 1 dicembre 2008 una Conferenza internazionale "Best Practices in the Promotion of Rule of Law in the Mediterranean Area", con il contributo del Ministero degli Affari Esteri.

Obiettivi dell'iniziativa sono la messa a punto, attraverso un confronto tra le migliori esperienze già realizzate, di una condivisa piattaforma di lavoro, ed essere, al tempo stesso, l'occasione per una riflessione comune sui temi prioritari da affrontare per una migliore considerazione della rule of law.

Esperti nazionali ed internazionali si confronteranno sulle proprie esperienze, sullo stato attuale delle iniziative in essere e su quali debbano essere le azioni da esperire utili al rafforzamento dei meccanismi di consolidamento della rule of law, anche in un'ottica regionale.

Tra itemi trattati si segnalano: diritti umani e riforma dei percorsi formativi, certezza del diritto e arbitrato nei rapporti economici, riforme legislative e delle istituzioni nei paesi candidati all'ingresso nell'UE.

Inoltre verranno affrontati temi quali l'anticorruzione, l'arbitrato, la certezza del diritto e dell'applicazione delle sanzioni.

I lavori saranno introdotti dal vicepresidente della Camera dei Deputati, on.le Fiamma Nirenstein, dal rappresentante del Ministero degli Affari Esteri, ministro plenipotenziario Diego Brasioli e dal presidente dell'IPALMO on.le Gianni De Michelis.


Segreteria dell'IPALMO
dott.ssa Silvia Colombo- 06 32699734 ipalmo@ipalmo.com; ipalmo@tin.it

Sessismo in filosofia. di Laura Tussi

IL SESSISMO IN FILOSOFIA

La subordinazione delle differenze.

di Laura Tussi

"La diversità è la base su cui si costruisce la vera uguaglianza".

Moni Ovadia.

La filosofia veicola contenuti sessisti più di ogni altra disciplina. 1Una semplice strategia critica può solo scalfirne la superficie concettuale senza intaccarne però il nucleo valoriale perché il costrutto androcentrico della filosofia risulta talmente sedimentato da non esserne minimamente intaccato.

Il carattere patriarcale dell'impianto filosofico deve essere constatato e segnalato da un nuovo smascheramento critico, da una strategia operativa, in quanto corrisponde ai principi elementari di correttezza, in senso antidiscriminatorio, come deve implicare la strategia educativa di una società democratica. Dunque il silenzio rispetto al modello patriarcale soprattutto nella filosofia si estende al patriarcalismo nell'intera tradizione, in quanto la cultura misogina viene tramandata complessivamente, opponendosi così ai presunti ideali egualitari della società democratica.

Dunque la discriminazione sessista e la misoginia risultano un modello interpretativo marginale che non confuta la validità universale della disciplina filosofica.

La supposizione che Heidegger con il proprio pensiero abbia sostenuto l'ideologia nazista, infastidisce la comunità intellettuale contemporanea, ma invece la certezza che la filosofia tradizionale sia sessista, ossia discriminatoria nei confronti dell'universo femminile, suscita solo una indulgenza divertita.

Per questo le filosofie femministe contemporanee si adoperano per smascherare la complicità misogina e discriminatoria supportata da tale indulgenza.

La problematica principale consiste nel comprendere la motivazione per cui la filosofia contemporanea e l'editoria scolastica continuino a nascondere gli aspetti palesi di tale sessismo discriminatorio. Comunque non si eliminano la misoginia e il sessismo censurando i passi o i testi filosofici dove essi appaiono più espliciti, ma rivelando la loro presenza nella teoria disciplinare. Finché si tace sul fenomeno sessista e se ne cancella la realtà, diventa molto difficile la sua eliminazione.

Le studiose femministe decostruiscono i testi filosofici per dimostrare come la concezione fallologocentrica non rappresenta un aspetto irrilevante, ma è fondante dell'assetto strutturale ed epistemico della disciplina che si moltiplica negli snodi della teoria.

Per esempio della dottrina politica di Aristotele in un manuale tradizionale è esposta la celebre definizione per cui l'uomo è un animale fornito di logos e dunque un animale politico, quindi con una duplice funzione di "cittadino" nella polis e "padrone", in ambito domestico, della moglie e degli schiavi. Questa affermazione risulta chiosata con l'esplicitazione che lo schiavismo e la subordinazione delle donne erano costumi normali.

La decostruzione femminista tende a riflettere la dicotomia tra sfera politica e sfera domestica. Queste affermazioni concettuali segnalano che la filosofia politica risulta costruita su fondamenti logici da cui le donne sono strutturalmente assenti e escluse. Quando la filosofia ripensa la politica questo fondamento concettuale rimane sintomaticamente identico.

Anche Hobbes e Locke, conclamati fondatori dello stato moderno e del teorema dell'uguaglianza, comunque non contemplano le donne fra coloro che suggellano il patto sociale. Nella prima prospettiva aristotelica la subordinazione della donna sembra dovuta ad un inevitabile ritardo della storia, come se, ammesse a pieno titolo anche le donne nella definizione di "animale razionale", il difetto risulterebbe superato, ma questo presupposto è falso dal momento che la moderna inclusione delle donne nello statuto libero e razionale del soggetto, non elimina la dicotomia tra una sfera pubblica, pensata come innaturalmente maschile, e una sfera domestica, pensata invece come inevitabilmente femminile. Il legame tra l'universalizzazione della sostanza maschile dell'uomo e del soggetto e la dualità dicotomica tra pubblico e privato risulta strettissimo e coerente, perché risulta incluso in un sistema con risvolti fallocentrici che ne costituiscono l'essenza. La seconda prospettiva filosofica (Hobbes e Locke) focalizza la questione della differenza sessuale, assumendola come criterio della decostruzione delle discipline filosofiche. Dunque la questione della differenza sessuale e di genere orienta lo stesso orizzonte di fondazione di queste teorie, in una posizione non oggettiva e universale come quella tradizionale, ma con una prospettiva dichiaratamente parziale.

La categoria di differenza sessuale mette in evidenza la dualità dei sessi e che nessuno dei due sessi può ignorare la sua parzialità spacciandosi e contrabbandandosi per l'intera specie umana. Per il mondo maschile questo implica la rinuncia al privilegio della tradizionale universalità attribuita al proprio sesso e quindi il reidentificarsi, come parziali e impossibilitati a rappresentare l'intera specie umana e a riconoscersi in essa.

La differenza sessuale implica che originariamente non sussista l'uno, ma il due, ossia i due sessi, e il differire, la differenza tra i due sessi, senza che nessuno dei due sessi costituisca il prototipo originale da cui l'altro sesso differisce. Invece il termine Uomo ritaglia un'orizzonte simbolico in cui il prototipo dell'umanità è maschile. In questa modalità il mondo femminile può rientrare nel concetto "umanità" nella misura in cui differisce dal prototipo come una specificazione interna. Di conseguenza, la differenza non risulta più costitutiva di entrambi i sessi, ma diviene una differenza specificante, derivata, secondaria, in quanto il maschile della specie umana risulta universale, perché indica entrambi i sessi, mentre il sesso femminile ne risulta una sottospecie.

La filosofia opera per una costruzione oggettiva e veritiera della valenza universale del termine Uomo, basandosi su un pensiero che indaga l'entità dell'uomo, definendone la natura. Il termine uomo tende ad essere sostituito con termini astratti come soggetto, individuo, persona la cui stessa astrazione ne rafforza la valenza universale, ma non ne smentisce l'essenza maschile. Sotto queste maschere terminologiche sussiste sempre il prototipo originale che assolutizza i due sessi e si ostina a pensare la differenza sessuale come sottospecificazione piuttosto che differenza, in un'etica virile ed invasiva, presentandosi come universale. Questi sintomi evidenti segnalano il fondamento sessista di tale pretesa universalità. La relazione gerarchica tra ragione e passione risulta valida sia per il soggetto maschile sia per il suo rapporto con l'altro sesso, per cui la rappresentazione femminile, quale soggettività umana incompiuta, la inserisce al livello alogico della passione. Di conseguenza se il soggetto maschile costituisce il versante etico sul proprio autodisciplinamento riesce a inserire in questo quadro valoriale il ruolo subordinato del sesso opposto. Focault sostiene così che subentra 2"una morale virile, in cui le donne non entrano che a titolo di oggetti o al massimo di partner che è opportuno formare, educare e sorvegliare". In questo modo l'etica legittima i consueti stereotipi del maschile e del femminile. La questione fondamentale è filosofica e coincide con la scelta fra il contraccambiare per universale una prospettiva maschile o decidersi a segnalare tale discriminazione, in quanto la scuola è tenuta a formare e non a conformare. La tradizione dell'universalismo androcentrico e fallocentrico trasmette una modalità culturale dove l'"altro", non solo l'altro sesso, ma qualsiasi "altro", viene impostato gerarchicamente in un ruolo inferiore.

Il modello androcentrico è sessista e razzista perché si pretende universale, in quanto discrimina ogni differenza culturale, etnica e sociale.

Infatti l'individuo, il soggetto Uomo è maschio, ma anche bianco e ricco di risorse e tende a giudicare e misurare gli altri popoli e le altre culture come differenza in ritardo, in errore e nell'incompletezza in rapporto ai valori universali dell'Occidente. La tradizione filosofica che crede il primato dell'uno rispetto alle differenze non è imparziale perché non concede spazio all'alterità. L'atteggiamento ovvio e scontato del patriarcalismo consiste nell'estendere agli altri il proprio modello, inglobando e uniformando ad esso, rinunciando alla differenza, per cui il dissimile deve assimilarsi. Infatti l'attuale fenomeno della globalizzazione appartiene a questa logica. Naturalmente la storia della filosofia comporta anche razzismi palesi, come il mito del buon selvaggio, ma più ardua risulta l'operazione di esplicitare il connubio tra razzismi palesi e il sistema di pensiero che ne legittima la produzione.

Il sistema filosofico sessista ha matrice nel modello dicotomico strutturato su serialità gerarchiche e oppositive, che non prevedono semplicemente due poli paralleli ed equamente classificati, ma presuppongono la centralità del polo positivo opponendogli una negatività, per cui ogni opposizione risulta una subordinazione. Con la definizione di uomo maschio, adulto e libero, seguono logicamente una serie di opposizioni come maschio/donna, adulto/minore, libero/schiavo, nello stesso identico sistema in cui si iscrivono tutte le serie di opposizioni gerarchiche e di conseguenza discriminatorie note alla storia quali ricco/povero, bianco/nero, civilizzato/primitivo, industrializzato/arretrato, eterosessuale/ omosessuale sino a giungere al delirante ariano/ebreo. Si tratta di opposizioni dicotomiche duali, che confermano l'idea della logica principale di tale economia binaria che si fonda e si basa precipuamente sulla differenza sessuale come fattore primario della dualità che sussiste nell'umanità, nella specie umana. La serie di opposizioni gerarchiche coincide sempre nello stesso cardine, ossia l'assunzione della differenza sessuale come dicotomia oppositiva e gerarchica. L'elemento maschile funge da soggetto strutturante e sovrano.

La differenza sessuale presenta una dimensione trasversale rispetto a questo sistema gerarchizzante e dicotomico. Infatti il sessismo è un fenomeno presente sia nei termini oppositivi che rappresentano il polo subordinante sia nel polo subordinato di tali opposizioni razziste. Per esempio, la dicotomia eterosessuale/omosessuale presenta il primo termine contenente infatti la modalità patriarcale che subordina il femminile, mentre il secondo termine "omosessuale", appunto, raggruppa gli uomini e le donne che derivano dal modello patriarcale. Tutto appunto dipende da un significato di differenza sessuale e da una categoria di differenza interpretata come inferiorità e tradotta come discriminazione. Ma il superamento delle forme discriminatorie è attribuito al valore dell'uguaglianza come ideale e eliminazione di ogni differenza e non come base su cui impostare e legittimare la differenza, come il principio ispiratore di una nuova società non più sessista e razzista. Il principio di uguaglianza e l'ordine sociale e culturale che si ispira ad esso sembrano suffragare atteggiamenti di sessismo e razzismo.

In virtù del modello egualitario il sessismo e il razzismo si rivelano tali.

I valori e gli ideali antidiscriminatori del mondo attuale sembra che funzionino da criterio per leggere il carattere discriminatorio della tradizione.

L'ordine fallogocentrico della tradizione si rivela, osservando la prospettiva del principio egualitario, che non è il frutto di un'analisi teorica che rappresenta una struttura sociale veramente egualitaria. Il principio di eguaglianza risulta solamente elaborato dalla teoria e non coincide con una società di uguali diritti nella pratica, alimentando il divario tra uguaglianza sostanziale e formale. Il modello egualitario dichiara annullate le differenze tra uomini, ma non supera le discriminazioni della differenza sessuale. Dunque il principio di uguaglianza risulta rivoluzionario per le differenze degli uomini, ma è estremamente conservatore per il mondo femminile. Il principio di uguaglianza risulta rivoluzionario perché supera il sistema predominante basato su differenze di diritto, doveri e poteri, mentre si rivela conservatore perché non intacca l'antica distinzione, presente nella politica di Aristotele, fra una sfera pubblica, naturalmente concessa agli uomini e una sfera domestica destinata alle donne. La problematica dei diritti politici coinvolge anche la questione dei diritti sociali e civili, in una logica che travalica un vecchio ordine politico basato sulle differenze tra uomini, con un nuovo sistema politico incentrato sull' uguaglianza tra uomini, rivolgendosi però agli uomini intesi come maschi, in quanto l'ipotesi teorica che stabilisce il principio di eguaglianza risulta attribuita a essere umani di sesso maschile.

L'integrazione delle differenze

Riconoscere la soggettività della donna corrisponde a riconoscere anche la differenza: la pari dignità non viene stabilita sulla base di una omogeneizzazione dei due sessi, ma sulla identificazione della differenza come valore. Non si vuole qui fare l'elogio del pensiero della differenza sessuale (che è comunque un momento alto della partecipazione femminile all'elaborazione culturale), ma sottolineare ancora una volta che la rilevazione della differenza sessuale come positività dà diritto di cittadinanza culturale a tutte le altre differenze (etnica, culturale appunto, ma anche di età, di salute, di stato sociale ecc.). Ciò sembra importante soprattutto in un momento in cui le differenze etniche-culturali stanno spaccando nazioni, anche da lungo tempo costruite sull'unione di etnie diverse, in tanti piccoli satelliti.

Rimane certamente un problema quello delle varie forme di discriminazione e di violenza sulle donne e sulle bambine. Una questione grave è il precariato sul lavoro, il cosiddetto mobbing e la precedenza data al licenziamento, o alla messa in cassa integrazione, delle donne nelle situazioni di chiusura totale o di de-localizzazione delle aziende. Legati al fenomeno dell'immigrazione ci sono i problemi dello sfruttamento e del traffico di donne. Di crescente rilievo sociale, giuridico e morale è la piaga culturale che riguarda quelle donne immigrate le quali, lavorando in particolare quali badanti o infermiere nelle nostre case e nei nostri ospedali, fanno partecipi le nostre famiglie dello stato di disagio in cui si trovano le loro stesse famiglie rimaste nei paesi di provenienza: prive di madri, figlie, sorelle… La sfida del ricongiungimento del nucleo familiare ci coinvolge nel nostro più intimo vissuto quotidiano.

Partire dai diritti umani delle donne e delle bambine porta a considerare con mente nuova la pratica della socialità, della politica, dell'economia, dell'educare e del formare per un avvenire globale completo. Alla fine non può non scattare una più avvertita consapevolezza del valore della centralità della famiglia, del rilievo e della irrinunciabilità degli essenziali servizi sociali, della necessità di politiche pubbliche sostanziate di adeguate risorse.

E' stato grande l'apporto femminile nella crescita globale dell'attenzione e responsabilizzazione verso i soggetti più deboli (bambini, anziani, handicappati) che, essendo un tempo gestiti individualmente dalle donne nell'ambito familiare, poi non venivano presi in responsabilità dal sistema sociale. Altrettanto grande è stato il contributo femminile alla sensibilizzazione verso le tematiche ecologiche, alla tutela e preservazione dell'ambiente, legata anche all'antica consuetudine, come donne, della gestione del quotidiano. Al femminile è la presa di coscienza dei grandi temi della pace, del ripudio della guerra, delle denunce alla violazione dei diritti umani in ogni realtà. Non vi è dubbio che per portare avanti un impegno in prima istanza individuale, una presa di coscienza, e poi collettiva, le donne devono innanzitutto conoscere e riconoscere se stesse per poter chiedere all'alterità un corrispondente riconoscimento. In questo senso le donne devono compiere ancora lunghi percorsi di emancipazione. In alcuni casi debbono creare e ricreare immagini di sé che non hanno avuto, non limitandosi ad un inventario dell'esistente, della realtà di fatto, del contingente.

3Le culture si sono sviluppate sui tentativi successivi degli umani di superare le diversità, di colmare lo scarto, di rendere realizzabile l'utopico. La rivelazione della differenza sessuale come positività, attribuisce diritto di cittadinanza culturale a tutte le altre differenze, etniche, culturali, ma anche di età, intergenerazionali, di salute, di stato sociale. Questo è importante soprattutto in un momento in cui le differenze etnico-culturali sgretolano nazioni, anche da lungo tempo costruite sull'unione di etnie diverse, in tanti piccoli satelliti. La differenza di sesso è forse attualmente quella che subisce i maggiori attacchi. Anche le scienze dimostrano che riconoscersi in un sesso è un processo culturale oltre che fisiologico e psichico. Le elaborazioni del neofemminismo hanno dimostrato che la partecipazione delle donne ai processi culturali è stata di notevole spessore, anche se sotterranea, tacita, priva di protagonismi, quasi ignorata dalle donne stesse.

Proprio nella quotidianità e non nelle orchestrazioni metafisiche si gioca il senso più rilevante della nostra esistenza, anche come donne. In questo senso Hannah Arendt scriveva con evidente lucidità: "E' vano cercare un senso nella politica o un significato nella storia quando tutto ciò che non sia comportamento quotidiano o tendenza automatica è stato scartato come irrilevante".

Abbiamo come donne forza, tenacia, creatività, capacità di resistenza anche in situazioni di tensione. Abbiamo anche una certa "innocenza" che deriva dal fatto di essere state lontane dai luoghi di potere.

Abbiamo dimestichezza con le origini della vita e della morte: "sappiamo" per retaggio atavico. Eros e Tanatos trovano ricomposizione nella nostra stessa esistenza.

Dobbiamo innanzitutto riuscire ad utilizzare le forze positive che si liberano nell'inevitabile conflitto tra i "diversi", per sesso, per età, per cultura, come stimoli a cambiare, a crescere, neutralizzando la parte negativa del conflitto che si esprime in prevaricazione, ricerca di possesso dell'altro, tentativo di omologazione dell'altrui diversità ad un modello costruito a nostra immagine e somiglianza o per nostro tornaconto.

Il conflitto sessuale non è a se stante, ma partecipa di una conflittualità che permea tutto il reale, perché è un atto creazionale, proiettato nell'avvenire.

Laura Tussi

Napoli: Storia di Secondigliano

Pochi sanno che anche la degradata periferia a nord di Napoli può vantare una storia ricca e gloriosa, testimoniata anche dalla presenza di monumenti e opere architettoniche di grande pregio. I quartieri a nord di Napoli riempiono troppo spesso le pagine di cronaca nera dei giornali locali e nazionali ma ciò non ha impedito a numerosi studiosi, napoletani e non, di interessarsi alla storia di quartieri come Secondigliano, Miano, San Pietro a Paterno, etc, portando alla luce interessantissimi spunti d'indagini sulla storia dei casali napoletani. I casali rurali sono stati infatti il nucleo originario di interi quartieri dell'aerea napoletana, oggi erroneamente considerati "periferia", quasi come se questi non avessero altra storia se non quella delle violenze che quotidianamente vi si consumano. Secondigliano è un esempio di questa "trasformazione". L' origine del nome "Secondigliano" è tuttora incerta. Secondo alcuni deriverebbe dalla famiglia dei Secondilli, che qui stabilì la propria dimora, secondo altri dai colli Secondilli che circondano la città da nord-est a nord-ovest. Altri ancora ritengono che il nome derivi dalla collocazione del quartiere all'altezza del secondo miglio della via Atellana (secundum milla).

La prima citazione documentale ufficiale risale al 10 Ottobre 1113. Il documento cita un contratto d'affitto di un fondo posto in "Villa Secundillani". Altri documenti, riportanti il nome "Secondilianum" e "Secundillanum", risalgono invece al regno di Carlo D'Angiò e di Carlo II ma di essi non si trova alcuna notizia fra i casali di Napoli sotto l'imperatore Federico II. Nella santa visita dell'arcivescovo del 1542 viene citato il "casale Secondigliani".

Nei periodi della dominazione normanna, sveva, angioina ed aragonese, Secondigliano, pur essendo Casale, non aveva né le caratteristiche architettoniche né urbanistiche di un vero e proprio Casale regio, caratteristiche che assumerà solo in età vicereale, verso la fine del 1500 e l'inizio del 1600 dopo l'apertura della strada di Capodichino, che renderà Secondigliano accessibile anche dalla pianura. L'economia dell'antico casale si basava soprattutto sull'agricoltura e la vita quotidiana era regolata da rapporti di tipo feudale.

Nel corso del 1600 anche Secondigliano, come gli altri Casali di Napoli, si trasformò in Universitas, unità amministrativa indipendente governata da assemblee popolari. Il casale riforniva gran parte della città di frutta, vino, grano, ortaggi, cereali grazie alle sue fertilissime campagne a 150 mt. di altitudine. Particolarmente fiorente era la coltivazione del gelso da cui si ricavava seta di eccelsa qualità. Dall'allevamento dei maiali e dalla macellazione delle carni si ricavava il rinomato "salame di Secondigliano", la cui ricetta è andata perduta nel corso dei secoli.

Agli inizi del 1800 le Universitas, istituzioni ormai obsolete, furono abolite e convertite in comuni autonomi.

Nel 1925 Secondigliano fu annesso al Comune di Napoli, acquistando sempre di più i caratteri della "periferia". Fino agli anni '50 però il quartiere conservò le sue caratteristiche di borgo rurale, divenendo meta di scampagnate, preferita dalle famiglie napoletane per l'aria salubre e la presenza di numerose trattorie. Causa del degrado che ancora oggi affligge il quartiere è stata l'edilizia selvaggia degli anni '60, che ha reso Secondigliano zona di edilizia popolare ove confinare i ceti più bassi, distruggendone le rimanenti aree verdi.

Scritto da Franco Spada e Nando Merisi per Bella Napoli, il turismo e la cultura di Napoli ...fatti da voi!

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La storia dell'Umbria... radice antichissime!

Anticamente ricca di corsi d'acqua e di amena vegetazione, l'Umbria è stata meta di numerose migrazioni che hanno origine fin dal Paleolitico. Popolazioni provenienti dal nord o stanziali, hanno abitato questa regione posta al centro dell'Italia, in posizione favorevole per scambi commerciali e traffici di diverso genere.

In età del ferro gli Umbri, popolo di origine indoeuropea, occupavano la sponda orientale mentre gli Etruschi, popolo probabilmente più "giovane" rispetto agli Umbri, occupavano la parte occidentale. L'antica divisione, che sfociò spesso in aperto antagonismo, fra i due popoli è ancora testimoniata dalle tracce storiche, culturali, etniche e urbanistiche delle due zone. Nelle importantissime Tavole Eugubine, risalenti al II sec. a.C. e redatte in Latino ed Etrusco, è contenuta una fondamentale testimonianza della superiorità politica e religiosa di cui godevano nel VII sec. a.C. le città etrusco-tiberine (Orvieto e Perugia).

La storia dell'Umbria prosegue poi con i Romani che furno i primi ad imporsi contemporaneamente sulle due popolazioni, conquistando l'intera regione e soffocando un vano tentativo di difesa armata attuato da Umbri e Etruschi con i loro alleati Galli e Sanniti. Nel 299 a.C. i Romani fondarono la colonia di Narni, mentre nel 241 a.C. fu la volta di Spoleto. Grazie alla tolleranza con cui trattarono le popolazioni locali, i Romani si assicurarono la lealtà di queste quando si rese necessario fermare l'avanzata di Annibale nel 217 a.C.

Grande fattore di sviluppo per la regione fu la costruzione, sempre ad opera dei Romani, della via Flaminia, che collegava Roma all'alto Adriatico, risalendo la valle tiberina. Un nuovo focolaio di rivolta però divampo a seguito di malcontenti legati alla distribuzione agraria delle terre destinate ai veterani di Cesare e Ottaviano. Nel 40 a.C. Ottaviano fu costretto ad assediare e distruggere Perugina, per poi curarne la ricostruzione.

Sotto Augusto l'Umbria visse un periodo di grande prosperità culturale e economica. Alcune zone furono bonificate, altre furono elette a residenza di ricchi patrizi, che vi insediarono grandi latifondi. Attorno alle centuriazioni, sorsero borghi e le città si arricchirono di grandi opere pubbliche.

In epoca tardoantica, sotto Diocleziano, una riforma voluta dall'imperatore dissolse il confine naturale del Tevere tra Etruria e Umbria, costituendo un'unica regione chiamata Tuscania.

A partire dal XIV sec. però, la difficoltà a reggere la concorrenza commerciale delle città toscane e marchigiane affacciate sul mare e diverse tensioni sociali fecero sì che in molte città presero piede le Signorie. In questo periodo non furono poche le ribellioni contro il potere dei Papi e nella prima metà del XV il Signore di Perugia Braccio da Montone sottomise le città di Foligno, Todi, Assisi e giunse fino a Roma. Morto Braccio nel 1424, la Chiesa iniziò la riconquista dell'Umbria, restaurando il suo potere su Perugina nel 1540. Solo Gubbio rimase nelle mani del Duca di Urbino.

L'Umbria fu così ridotta ad una semplice provincia dei territori della Chiesa fino al 1860, quando fu incorporata dalle truppe piemontesi nel neonato stato italiano, facendola ritornare alla sua originaria identificazione storico-territoriale romana come regione Umbria.



Scritto da Nando Merisi e Franco Spada per Expo Umbria, il turismo e la cultura della verde Umbria ...fatti da voi!

La dieta per invecchiare bene... e poco!

Invecchiare bene è l'unico modo per vivere a lungo ed una buona dieta è il trucco più importante. Il segreto dell'eterna giovinezza consta di uno stile di vita e un'alimentazione equilibrata. Vivere a lungo non è facile. Il problema principale è come arrivare ad un lungo traguardo in condizioni dignitose. Dunque, un giusto apporto di vitamine e di minerali, un'alimentazione corretta aiuta ad aumentare la vita dell'uomo. La moderna ricerca scientifica ha individuato le regole della longevità: individuazione del giusto apporto di nutrienti, riduzione di calorie, corretta attività fisica e assunzione di antiossidanti.

Abbuffarsi è sbagliato
Per l'organismo è meglio consumare quotidianamente diversi spuntini piuttosto che introdurre pasti abbondanti che forniscono lo stesso numero di calorie. Suddividere le calorie in otto piccoli pasti apporta numerosi vantaggi alla salute. Il corpo presenta delle esigenze diverse a seconda dell'età. Da 0 ai 12 anni i bambini hanno bisogno di molto calcio. Appena nati sono alle prese con la costruzione del loro corpo e il fabbisogno calorico va soddisfatto adeguatamente secondo l'età. Ad un neonato bastano 400 calorie al giorno mentre un bambino di circa tre anni deve assumere 1300 calorie. Dai 13 ai 19 anni l'adolescente ha bisogno di molto ferro in quanto le trasformazioni fisiche sono tantissime. Una dieta ricca e completa di circa 2000 calorie è indispensabile affinché lo sviluppo si compia del tutto. Gli alimenti ideali da assumere durante questa fase sono la car ne rossa, gli ortaggi, le verdure, i legumi, le uova e la frutta. Dai 20 ai 40 anni il fabbisogno di calorie diminuisce dalle 2000 alle 1800 calorie. L'organismo ha bisogno di più vitamine e il corpo impara a utilizzare meglio le calorie grazie alle vitamine coinvolte nel processo vitale. La vitamina E aiuta a mantenersi giovani e tonici mentre la A previene le infezioni. Dai 41 ai 60 anni i nutrizionisti insistono su un maggiore apporto di fibre. Preziose per la loro funzione le vitamine del gruppo B contenute nei cereali integrali, sono ricche di sali minerali. I grassi, invece, sono le sostanze più temute perché contengono colesterolo e minacciano la linea.

Attenzione ai piaceri
Una tazza di caffè rappresenta un desiderio di tutti la cui assunzione si ripete più volte nell'arco della giornata. Ma dopo i 40 anni l'assunzione di caffè tende a eliminare il calcio, alleato prezioso per prevenire l'osteoporosi. Pertanto bisogna ridurre la quantità di caffè ingerito e l'assunzione di alcool che brucia minerali e vitamine. Anche i dolci fuori pasti devono essere evitati.

Scritto da Nando Merisi e Valentina cirillo per Dieta-Dimagrante.com, il portale dedicato alla salute, il benessere e l'abbonanza personale!

Assicurazioni: le polizze vita

Destinare una parte dei propri risparmi per la costruzione di una pensione integrativa è diventato sempre più un imperativo per l'Italia. Per i giovani di oggi non è infatti pensabile arrivare all'età della pensione senza un qualche strumento integrativo che vada a compensare la rendita garantita dallo Stato. Il modo più tradizionale e semplice per costruirsi una rendita aggiuntiva consiste nella sottoscrizione di una polizza vita. La polizza vita si è evoluta nel tempo: dalle iniziali forme tradizionali si è passati a strumenti più complessi con maggiori contenuti in termini finanziari, come ad esempio le polizze vita "unit linked" e "index linked", ancorate all'andamento di particolari indici azionari.

Come funziona la polizza vita

La polizza vita è un contratto particolare stipulato tra un privato (il contraente) e una compagnia di assicurazione. In cambio del pagamento di una determinata somma di denaro, la compagnia di assicurazione si impegna, ad una data prestabilita, a corrispondere una rendita o un capitale. La somma di denaro che l'assicurato versa alla compagnia di assicurazione viene definita "premio" e rappresenta la remunerazione della società assicuratrice per il rischio che si assume. Quattro sono i soggetti che danno forma alla polizza vita: 1)la società di assicurazione; 2)il contraente, ovvero colui che stipula il contratto; 3)l'assicurato, la persona, cioè, a cui è riferito l'evento; 4)il beneficiario, ovvero colui che, al verificarsi di un determinato evento, ha diritto a ricevere la prestazione.

Come si sviluppa il premio. Come già detto in precedenza, la polizza vita prevede il pagamento di un premio. A seconda dei tipi di polizza, il pagamento avviene in un'unica soluzione al momento della stipula del contratto (premio unico), oppure attraverso versamenti periodici con scadenza annuale (premio ricorrente) per una certa durata. Esistono poi anche polizze a premio unico ricorrente: sono polizze molto flessibili che consentono, anziché impegnarsi in un versamento unico una tantum di grosso importo, di effettuare più versamenti con una frequenza scelta dall'assicurato e per un importo fissato di volta in volta. Al momento della sottoscrizione del contratto è senz'altro importante informarsi se il premio è al lordo o al netto dei caricamenti, dei costi accessori e delle imposte.

Rendita o capitale? In cambio del versamento del premio da parte del contraente la compagnia assicuratrice si impegna al versamento a una data stabilita, di un capitale o di una rendita. Optando per il capitale si ottiene dalla compagnia assicuratrice il versamento in un'unica soluzione di quanto maturato negli anni in base ai premi versati; chi sceglie invece la rendita, si assicura un vitalizio per il resto della propria esistenza o per un periodo prefissato. Come scegliere tra le due alternative? Dipende dalle necessità finanziarie del singolo e dalle motivazioni che lo hanno portato a sottoscrivere una polizza. Nella decisione finale rientrano anche motivazioni di carattere fiscale, perché il fisco riserva un trattamento diverso a seconda che si tratti di capitale o rendita.



Simone Ricci per Soldoni.it, sito di approfondimento dedicata all'economia, alla finanza e alla borsa italiana

Origine e storia del lago di Bolsena

Il Lago di Bolsena è nato in seguito ad un esplosione vulcanica. In origine l'apparato vulcanico del Vulsinio era costituito da sette crateri. Dopo l'esplosione lavica, uno di essi crollò su se stesso formando una caldera di proporzioni enormi che successivamente fu ricoperta dalle acque. Le stesse acque che oggi formano quello che da tutti è conosciuto come il lago di Bolsena. Sono tutt'oggi ancora evidenti tracce degli antichi crateri lungo il fianco dell'isola Bisentina e nella conca di Latera. Le zone circostanti il bacino d'acqua iniziarono ad essere popolato soltanto verso la fine dell'era neolitica, quando cioè, sorsero insediamenti con piccoli villaggi di palafitte. In seguito, fu durante l'età del ferro e successivamente in quella del bronzo che i nuovi insediamenti furono condizionati dalla variazione del livello dell'acqua e dalla posizione della riva.

La storia del lago di bolsena, almeno quella riconosciuta ufficilamente inizia con l'insediamento dei Villanoviani, che diedero vita ai primi centri di Bisenzio e Bolsena. Nel corso del tempo i due borghi raggiunsero benessere e ricchezza. Ciò è ampiamente dimostrato dai diversi reperti rinvenuti. Con l'avvento degli Etruschi, invece, il lago visse un periodo di grande splendore con l'edificazione del Fanum Voltumnae, un santuario che ospitava ogni anno i rappresentanti delle dodici città della Confederazione Etrusca. Proprio durante questi anni si consumava lo scontro tra le due città, guerra che sarà poi vinta dai Volsini. Nel 664 a.C i Romani occuparono Volsini e rasero al suolo Visentum. Dopo l'assedio, le due città furono completamente ricostruite per assurgere a municipia. Plinio cita il lago nell'opera "Naturalis Historia" mentre nel III secolo Santa Cristina ne verrà proclamata patrona.

Nel Medioevo fecero la loro comparsa i Longobardi e i Saraceni che, in diverse occasioni, saccheggiarono con le loro armi i centri urbani più importanti. In seguito al saccheggio di Bolse, i suoi abitanti decisero di salvare le spoglie di Santa Cristina portandole sull'isola Martana. La distruzione di Bisanzio portò allo spostamento della sede vescovile a Castro. Nel frattempo sull'isola Martana, Teodato, il re goto, imprigionò e uccise Amalasunta, figlia di Teodorico. Dal XII secolo il lago venne conteso dai comuni di Viterbo, Orvieto e dalla Chiesa.

Fu Clemente VI a portare il lago sotto il controllo diretto del Papato. Tale situazione spinse, però, gli abitanti sul piede di guerra, scatenando ribellioni. Quando il Papa fece ritorno a Roma, dopo la cattività avignonese, riuscì a consolidare i propri domini nella zona del lago. Nel frattempo la città di Montefiascone divenne rifugio di numerosi pontefici. Nel 1537 Papa Paolo III affidò il ducato di Castro a Pier Luigi Farnese, suo figlio. Qui sorsero residenze delle maggiori famiglie nobili romane. Con la caduta di Castro, il lago tornò ad essere di proprietà della Chiesa.

Franco Spada di Lago di Bolsena: autore, ideatore e creatore del portale dedicato ad uno dei più grandi laghi italiani

http://www.lago-di-bolsena.biz

SANITA': VALUTIAMO IL MERITO

A PROPOSITO DEL MERITO . VALUTARE I MEDICI OGNI 3/5 ANNI.


di Raffaele Pirozzi



E' necessario, per valutare il merito, sottoporre i medici che lavorano per il Servizio Sanitario Nazionale ogni 3/5 anni di attività e di impegno per saggiare il loro grado di preparazione e di aggiornamento.


La valutazione deve tener conto, anche del parere e del grado di soddisfazione degli utenti. Per i migliori è necessario prevedere un riconoscimento economico e costituire elemento costitutivo e principale per l'assegnazione di eventuali incarichi.

Questo è un modo concreto per valorizzare il "merito".

A quelli che presentano carenze e non si sono aggiornati , dopo un primo esame lo si rinvia di qualche mese; qualora anche il secondo esame non viene superato la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale non viene rinnovata.

La proposta dovrebbe essere accettata e condivisa da tutti i medici che hanno la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale.


Napoli, 30/11/08

A PROPOSITO DEL "MERITO" VALUTARE I MEDICI CHE LAVORANO CON IL SSN

PROPOSTA DELLA FUNZIONE PUBBLICA CGIL. VALUTARE I MEDICI OGNI 10 ANNI.


di Raffaele Pirozzi

Condivido la proposta della Funzione Pubblica- CGIL che è quella di valutare i medici che lavorano per il Servizio Sanitario Nazionale ogni 3/5 anni di attività e di impegno per saggiare il loro grado di preparazione e di aggiornamento.


La valutazione deve tener conto, anche del parere e del grado di soddisfazione degli utenti. Per i migliori è necessario prevedere un riconoscimento economico e costituire elemento costitutivo e principale per l'assegnazione di eventuali incarichi .

Questo è un modo concreto per valorizzare il "merito".

A quelli che presentano carenze e non si sono aggiornati ,dopo un primo esame lo si rinvia di qualche mese;qualora anche il secondo esame non viene superato la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale non viene rinnovata.

La proposta dovrebbe essere accettata e condivisa da tutti i medici che hanno la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale.


Napoli, 30/11/08

sabato 29 novembre 2008

uscite in edicola FENIX n°2 e X TIMES n°2

E' uscita FENIX n°2. Ecco la copertina e temi di questo numero. A seguire la copertina di X TIMES n°2 e il sommario. Ricordo che per chi voglia abbonarsi o ricevere info in merito può scrivere a xpublishing@gmail.com oppure al mio indirizzo adrianoforgione@gmail.com o ancora telefonare allo 06.9065049

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I TEMI DI QUESTO NUMERO consultali su: http://ilblogdiadrianoforgione.myblog.it


CHE SUCCEDE NELL'AMMINISTRAZIONE DI NAPOLI?

CHE SUCCEDE NELL'AMMINISTRAZIONE DI NAPOLI?

UN "POTENTE" ASSESSORE SI DIMETTE .

UN EX -ASSESSORE SI SUICIDA.


di Raffaele Pirozzi



Nella giornata di ieri -28/11/08 – si è dimesso il "potente" Assessore al Bilancio ed alle Aziende partecipate della città di Napoli- Enrico Cardillo-.

Nella giornata odierna-29/11/08 – si è impiccato l' ex Assessore alla Protezione civile ed ai Cimiteri

che era implicato nei fatti di "Pianura".

I due fatti sono attinenti?



Napoli, 29/11/08

WWF: MEZZA ITALIA ADERISCE ALL'ANNO DEL CLIMA


WWF: 'REGIONI E COMUNI,

MEZZA ITALIA ADERISCE ALL'"ANNO DEL CLIMA"

Consegnato il Calendario 'Anno del Clima' a 9 Regioni,

grandi città e oltre 200 Comuni

Cacciari "Governo spinga le politiche di Kyoto" – Soru "Governo del territorio, una delle chiavi per la lotta ai cambiamenti climatici"

Ha percorso tutta l'Italia il lungo Road show istituzionale del WWF per chiedere una "corsia d' emergenza' alla causa del clima. Conferenze, convegni e cerimonie per celebrare l'avvio dell'Anno del Clima: il WWF ha incontrato le amministrazioni di 9 Regioni tra cui i Presidenti Soru, Martini, Vendola, Burlando, De Filippo, il sindaco di Venezia, Cacciari, le amministrazioni di Firenze, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bari, Torino e oltre 200 Comuni.

Tutti hanno ricevuto lo speciale Calendario Anno del clima e il Dossier "Effetto Global Deal" con cui il WWF ha aperto la Campagna chiedendo di assumere come prioritario il tema dei cambiamenti climatici nel corso del 2009 e invocando per il pianeta un Trattato globale da chiudersi a dicembre 2009: questa è la sfida che il mondo deve cogliere per superare la crisi economica attuale e andare verso un mondo a Carbonio Zero.

L'evento segue gli incontri con le principali istituzioni nazionali, Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Camera, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, avvenuti nei giorni scorsi.

VENEZIA

Dalla città simbolo, Venezia, l'appello di Massimo Cacciari, il primo Sindaco incontrato dal WWF nel round delle città . Cacciari, che ha ricevuto il Calendario Anno del Clima dal direttore generale del WWF Italia, Michele Candotti, ha colto questa occasione per chiedere al Governo un indirizzo forte sulle politiche del clima su cui possono inserirsi le amministrazioni locali e fare in modo che il Paese non resti arretrato e sfrutti anche le opportunità di innovazione che la lotta al clima sta offrendo". Il WWF inoltre accoglie la richiesta di collaborazione che il Sindaco ha rivolto affinché la città diventi la sede della Corte Penale Internazionale dell'Ambiente per la Protezione della salute dell'uomo, del pianeta Terra e dei suoi ecosistemi.

SARDEGNA

Il Presidente della Sardegna, Renato Soru, che ha incontrato il Presidente onorario del WWF Italia, Fulco Pratesi, ha sottolineato che proprio in questi giorni molte zone della regione stanno soffrendo degli effetti dei cambiamenti climatici, con alluvioni e smottamenti dovuti allo straripamento dei fiumi. Ancora più significativa appare dunque la sua battaglia per il piano paesistico e contro la cementificazione delle coste e dell'interno. "Il Governo del territorio è fortemente collegato alle questioni del cambiamento climatico" – ha sottolineato Soru annunciando tra le azioni che spera di poter concludere quella della messa in efficienza energetica degli uffici delle amministrazioni pubbliche della Sardegna e lo sviluppo delle rinnovabili, nel rispetto delle regole territoriali.

TOSCANA

Il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, riconoscendo come cruciale il 2009 per i problemi dell'ambiente, ha annunciato di voler proporre una sorta di road map toscana per fissare tutti i passaggi anche attraverso un confronto con le altre Regioni. "Piano energetico, piano del paesaggio, fino alla riorganizzazione degli ambiti territoriali dei rifiuti sono tutti obiettivi sui quali, nel corso del prossimo anno, si dovranno raggiungere risultati concreti e per questo stiamo lavorando». Nelle intenzioni di Martini anche una giornata di confronto tra istituzioni, il mondo ambientalista toscano e una sessione dedicata ai cambiamento climatici in relazione alle conquiste scientifiche da inserire nel programma del meeting di San Rossore.

"Ringraziamo tutte le istituzioni che fino ad oggi hanno accolto con favore la richiesta del WWF, segno di una maturata sensibilità sull'emergenza clima al livello territoriale – ha dichiarato Enzo Venini, Presidente del WWF Italia - che ha incontrato le amministrazioni locali in Sicilia – Tutte le amministrazioni hanno riconosciuto l'importanza delle azioni che è possibile fare per ridurre le emissioni di gas serra. Questo giro di incontri è particolarmente importante poiché, pur in presenza di un forte ruolo del Governo rispetto alle scelte sulle grandi infrastrutture energetiche, Regioni e Comuni possono svolgere, infatti, un ruolo fondamentale per assumere e far assumere al Paese il taglio deciso alle emissioni di CO2 come obiettivo prioritario e grande occasione di rilancio dell'economia basata sulla sostenibilità".

A fronte di una risposta così ampia delle Regioni e dei Comuni stupisce la tiepida, almeno per ora, risposta del Governo: da circa un mese il WWF ha chiesto di incontrare i Ministri degli Affari esteri, dell'Ambiente, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture ma ad oggi, al di là dell'incontro col responsabile delle relazioni esterne di Palazzo Chigi e della cortese lettera del Ministro Frattini, nessuna conferma. In particolare il Ministero dell'Ambiente, che rappresenterà le istanze dell'ambiente nel prossimo Summit di Poznan sul clima, non ha confermato alcun incontro nonostante numerose sollecitazioni.

IL RUOLO DELLE REGIONI PER IL 'GLOBAL DEAL'

Le Regioni hanno competenze dirette in settori chiave come autorizzazioni di nuovi impianti, interventi su mobilità e trasporti, autorizzazioni ai piani regolatori e quindi a nuove edificazioni, indicazioni di criteri ed obiettivi di risparmio energetico, e quindi di efficienza nella gestione di impianti ed immobili. L'esplicitazione e il rafforzamento di queste competenze sono avvenuti nel 2001 quando è stato approvato il nuovo titolo V della Costituzione con cui si è completato il conferimento delle funzioni amministrative in materia di fonti rinnovabili a Regioni e Province. Innanzitutto possono agire da volano di un nuovo modello energetico fondato su un sistema di "produzione distribuita", ovvero, prodotta in piccoli impianti, diffusi sul territorio. Questo modello ha già prodotto, ad es. in Germania, benefici economici, occupazionali creando anche una maggiore consapevolezza e sensibilità dei cittadini sui temi dell'energia e degli impatti connessi. Inoltre hanno competenze prioritarie nel settore dei trasporti e del traffico, da cui derivano un terzo delle emissioni, e possono operare attraverso piani regolatori che assumano come direttrici taglio di emissioni, efficienza energetica e autoproduzione da fonti energetiche rinnovabili, nonché promuovere gli 'acquisti verdi' per le forniture dei servizi (carta riciclata, apparecchiature efficienti, etc) delle pubbliche amministrazioni.

Le Regioni e gli Enti locali, nell'ambito del ruolo che è loro riconosciuto dalla Costituzione, possono poi opporsi, sulla base delle preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini e per gli alti costi che rischiano di gravare sulla collettività, alla realizzazione di impianti nucleari sul territorio. Inoltre è decisivo che non consentano l'espansione in atto degli impianti più inquinanti per il clima, ovvero le centrali a carbone, che vengono riproposte anche per convertire impianti già esistenti e in qualche caso ricadenti addirittura in aree protette. L'ampio ventaglio di azioni concrete che le istituzioni possono attuare a partire dalle Regioni e dai Comuni è descritto anche nel Dossier "Effetto Global Deal" consegnato oggi.

L'ANNO DEL CLIMA

I prossimi Dodici mesi vedranno un'intensa attività diplomatica con molti appuntamenti di rilievo internazionale che potrebbero cambiare il mondo. Già dal prossimo 1 dicembre ben 192 paesi si riuniranno nel Summit ONU di Poznan (Polonia) per dare concretezza ai negoziati per raggiungere un accordo in grado di far fronte ai cambiamenti climatici e decidere così il futuro dell'umanità e del nostro pianeta. I cardini del Trattato internazionale sul clima dovranno ruotare attorno a pochi, seppur fondamentali e giganteschi impegni, vale a dire riduzione delle emissioni climalteranti per i paesi industrializzati almeno del 30% entro il 2020; impegno globale di riduzione dei gas a effetto serra dell'80 per cento entro il 2050; finanziamento urgente alle politiche di adattamento nei paesi più vulnerabili; accesso alle tecnologie pulite e sostenibili per le economie in via di sviluppo.

Nel Dossier consegnato alle istituzioni si elencano gli scenari del clima che cambia, lo stato di conoscenza scientifica, domande e risposte sul nuovo Accordo Globale, gli 'attori' dei negoziati internazionali; si analizzano le politiche per il clima, il ruolo del Governo, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nella lotta al cambiamento climatico; infine, si disegna la sfida dell'innovazione di un'energia che cambia e le 'migliori pratiche' appoggiate dal WWF, come il programma internazionale "Climate Savers" e il progetto "Top Ten".

Roma, 29 novembre 2008 - Ufficio stampa WWF Italia – 06-84497377, 265, 213, 463



- E' on-air da sabato 22 novembre, negli spazi RAI per il Sociale, il nuovo Spot del WWF "Microonde", realizzato insieme all'agenzia Y&R con la regia di Luca Lucini.

- E' possibile scaricare il Calendario 2009 'Anno del clima' dal sito www.wwf.it e partecipare alle iniziative legate alle date cruciali sul clima organizzate dal WWF.

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Francesca Mapelli

WWF Italia ONLUS - Ufficio Stampa

Via Po 25/C, 00198 Roma

06 84497213

f.mapelli@wwf.it

Ambiente. Croci riceve dal WWF calendario per il clima


AMBIENTE.
CROCI (MILANO) RICEVE DAL WWF IL CALENDARIO PER IL CLIMA



Milano, 29 novembre 2008 - L'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci ha ricevuto questa mattina dal Presidente del WWF Lombardia Paola Brambilla il "Calendario per il Clima", uno strumento simbolico attraverso il quale l'associazione sottolinea l'importanza strategica del 2009 nella lotta al cambiamento climatico e chiede alle città d'Italia un impegno concreto a livello locale per la riduzione delle emissioni climalteranti.

In occasione della consegna del Calendario, l'assessore Croci ha annunciato l'adesione di Milano a Earth Hour, l'iniziativa di sensibilizzazione del WWF che si svolgerà il 28 marzo 2009 in tutto il mondo, nel corso della quale le città spegneranno le luci di un monumento o di un edificio comunale dalle 20.30 alle 21.30.

Nel corso della conferenza stampa Croci ha ricordato l'impegno del Comune di Milano per contrastare i cambiamenti climatici che si concretizza in una serie di azioni a favore della mobilità sostenibile e l'efficienza energetica negli edifici.

Le due misure più significative adottate dal Comune riguardano l'estensione della rete di teleriscaldamento a 500.000 abitanti, che porterà calore pulito in sostituzione delle caldaie autonome o condominiali, e il raddoppio della rete metropolitana con la conseguente riduzione degli spostamenti in auto.

Il Comune opera attraverso azioni dirette sul proprio patrimonio immobiliare con interventi che mirano all'efficienza energetica, ma anche con la realizzazione di nuove infrastrutture per la mobilità sostenibile, come lo sviluppo della rete ciclabile e del bike sharing.

Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale, l'Amministrazione ha adottato regolamenti e sistemi di incentivo e disincentivo, come lo sconto sugli oneri di urbanizzazione per la costruzione di edifici ad alta efficienza energetica, gli incentivi per la sostituzione delle caldaie e sistemi di tariffazione per gli ingressi in città come ecopass.

Diversi gli impegni presi da Milano a livello internazionale. Il Sindaco Moratti, nell'ambito del "Patto fra i Sindaci" promosso dalla Commissione Europea, ha assunto l'impegno di ridurre entro il 2020 almeno il 20% delle emissioni generate dal capoluogo lombardo. Inoltre, nel luglio scorso, Milano ha sottoscritto il primo accordo fra una città e la Banca Mondiale con l'obiettivo di realizzare azioni di riduzione delle emissioni in alcune città dei Paesi in via di sviluppo, stanziando un fondo di 52 milioni di euro nell'ambito dell'EXPO.

"L'impegno di Milano va già oltre gli obiettivi del protocollo di Kyoto. Ma per realizzare appieno questi obiettivi – conclude Croci – oltre all'impegno concreto delle istituzioni è necessario uno sforzo da parte di tutti i cittadini nell'adottare comportamenti sempre più rispettosi e consapevoli dell'ambiente".

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Redazione www.CorrieredelWeb.it

Mostra: Presepi seguendo la stella cometa. Roma 6 dic 08-6 gen 09



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V Edizione Mostra

"Presepi... seguendo la stella cometa”
06 Dicembre 2008 - 6 Gennaio 2009

San Carlo al corso - via del Corso 437 Roma


Dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009, presso i suggestivi spazi espositivi del Centro Culturale Giovanni Paolo II, sottostanti la Basilica dei ss Ambrogio e Carlo in via del Corso 437, si svolgerà la quinta edizione della Mostra di arte presepiale “Presepi…seguendo la stella cometa” organizzata dalla PGEVENTI.

Una tradizione che si ripete e che anno dopo anno ha attirato un numero sempre crescente di visitatori, anche per la qualità dei pezzi in mostra, frutto delle abili mani di artigiani che si dedicano con passione alla realizzazione di statuine, fondali, ambientazioni, curandone i più piccoli particolari e la scelta dei materiali.

La magica atmosfera del Presepe, torna dunque anche quest'anno, pronta ad affascinare grandi e piccoli, a stupire e a svelare i segreti nascosti nei suoi simboli. Suoni, colori, immagini, sensazioni, trasporteranno i visitatori a ritroso nel tempo, tra le dune sabbiose dei presepi in stile palestinese,con palme e cammelli e piccole case di pietra….

Per poi scoprire la suggestiva teatralità del presepe napoletano, ricco di storia e simbolismi, divertito dalla presenza di tipi grotteschi ed incantato dalla grandiosità degli allestimenti,ricco di storia …palpitante di vita!

E ancora i verdi paesaggi della pianura pontina e della campagna romana, con la natività posta tra vecchie rovine, dove a rendere omaggio al Bambinello sono quei pastori che con i loro greggi ancora oggi animano le zone agricole della Capitale.

Roma è presente anche con i suoi borghi medievali, con i gatti di una Roma trasteverina ed i suoi personaggi, scene di vita rionale che mostrano artigiani impegnati in antichi mestieri, ormai scomparsi tra i granelli del tempo.

Per finire con la solenne intensità, che sembra fermare il tempo, del presepe palermitano, nel quale la Sacra Famiglia pare un prezioso scrigno di intimità e di amore.

L'edizione 2008/2009 presenta una sezione napoletana ancora più ricca e due pezzi di grande interesse: un presepe meccanico bolognese e un presepe di grandi dimensioni che riproduce un particolarissimo angolo della “Roma sparita”, il Porto di Ripetta fedelmente ricostruito.

Ed ecco il momento mistico e poetico più coinvolgente, dentro la scatola del tempo la Madonna, San Giuseppe, il Bambinello e via via tanti personaggi che dovranno essere sistemati nella grotta sui dirupi nelle casette, con amore e commozione per rievocare in tutte le case la notte delle notti ….la notte di NATALE!I

n mostra dunque le tradizioni, le nostre radici così forti e uniche da costituire un patrimonio che non possiamo tenere solo per noi ma da condividere con gli altri.

Il tutto reso ancora più suggestiva dal percorso espositivo, curato dalla Pgeventi, dalla straordinara ambientazione della Cripta, e da nomi dei Maestri più abili come Ettore Formosa, Alessandro Martinisi, Patrizio Torosani, Giulietta Cavallo, gli storici Maestri della Sezione di Napoli il cui Presidente Umberto Grillo ringraziamo ancora.

Su prenotazione una lezione di arte presepista napoletana del '700 attraverso le abili mani del Maestro Baia di Napoli.La mostra sarà aperta dal Lunedi alla Domenica dalle ore 10,30 alle ore 19,00

Orario ridotto il 31 Dicembre 2008 dalle ore 10,00 alle ore 17,00 -

Biglietto: Unico € 3 bambini fino a 6 ani ingresso gratuito - Visite guidate gratuite -Si organizzano anche percorsi guidati per scolaresche con biglietto di 2 euro ad alunno ed accompagnatori omaggio (max 3)La mostra è fruibile anche a persone su sedia a rotelle.

Per informazioni : Bruni Paola 338/9118050 pgeventi@yahoo.it – www.pgeventi.com
Ufficio stampa: Simonetta Clucher 3490690047 - s.clucher@libero.it

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