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mercoledì 30 aprile 2014

Vote for fair trade. Da oggi si può aderire alla campagna on line. Eventi nazionali a Genova e Roma

#VOTE4FT – VOTE FOR FAIR TRADE:

da oggi attraverso il sito www.vote4ft.it tutti potranno chiedere

ai candidati alle Elezioni Europee di impegnarsi per un'economia più giusta.

 

Alla campagna internazionale, promossa in Italia da Altromercato e AGICES,

hanno già aderito tre candidati alla presidenza: Martin Schulz, Ska Keller e Jean-Claude Juncker.

 

Due gli eventi nazionali dedicati alla campagna in occasione della Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale: sabato 10 maggio a Genova, nell'ambito della Fiera EQUA, e domenica 11 maggio a Roma, alla Città dell'Altra Economia

 

 

 

Verona, 30 aprile 2014 – Entra nel vivo la campagna internazionale #VOTE4FT - Vote for Fair Trade, lanciata in Italia da Altromercato in collaborazione con AGICES, per chiedere ai candidati alle Elezioni Europee l'inserimento del tema del Commercio Equo e Solidale nell'agenda politica del prossimo Parlamento europeo.

 

Da oggi tutti i cittadini avranno la possibilità di partecipare attivamente alla  mobilitazione popolare e di contribuire in prima persona al cambiamento: basterà collegarsi al sito www.vote4ft.it, scoprire l'elenco dei candidati alle Elezioni Europee e chiedere loro di impegnarsi per un'economia più giusta, rispettosa dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, sottoscrivendo il Manifesto Internazionale del Commercio Equo Solidale. Sarà inoltre possibile condividere la campagna attraverso i social network con l'hashtag #VOTE4FT.

 

Al Manifesto hanno già aderito tre candidati alla presidenza della Commissione Europea: Martin Schulz, attuale Presidente del Parlamento Europeo e candidato socialdemocratico, Ska Keller, candidata per i Verdi europei e Jean-Claude Juncker, candidato del Partito Popolare Europeo.

 

In occasione della Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale, due gli eventi nazionali dedicati alla campagna. Sabato 10 maggio a Genova, nell'ambito di EQUA, la Fiera del Commercio Equo e Solidale, alle ore 17.00 al Porto Antico si svolgerà la presentazione di VOTE4FT con la partecipazione di Gabriele Darpetti, membro del Consiglio Direttivo di Agices, Alessandra Governa, vice presidente di Altromercato,  Piety Celestino Goes, della Cooperativa equosolidale Kazuri (Kenya). Modera Pietro Raitano, direttore di Altreconomia.

 

Domenica 11 maggio, a Roma, presso la Città dell'Altra Economia, a partire dalle ore 15.00, si svolgerà l'incontro pubblico PER UN'EUROPA EQUA E SOLIDALE, con interventi di organizzazioni e personalità della società civile che si occupano di agricoltura eproduttori, finanza e immigrazione, quali Giorgio Dal Fiume, presidente WFTO Europe, Vittorio Leproux, coordinatore della Campagna VOTE4FT Italia, Nicoletta Dentico per la Campagna 005 – Banca Etica, Andrea Ferrante di AIAB - Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC), Grazia Naletto della Campagna Sbilanciamoci – Lunaria.

 

Tutti gli altri eventi organizzati dalle Botteghe Altromercato in tutta Italia saranno consultabili sul sito www.vote4ft.it

 

La campagna VOTE4FT è promossa dalle maggiori Organizzazioni del Commercio Equo e Solidale di 15 paesi europei - Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia, Ungheria -  e in Italia è sostenuta da Altromercato in collaborazione con AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale). Il coordinamento della Campagna è a cura di FTAO – Fair Trade Advocacy Office.

 

T2i nel progetto europeo "Akku4Future": allo studio un sistema di diagnostica per lo stato di carica/scarica delle batterie al Litio

Batterie al litio:

un nuovo algoritmo per misurare lo stato di carica

 

t2i nel progetto europeo "Akku4Future"; allo studio un sistema di diagnostica per lo stato di carica/scarica delle batterie al Litio

 

Il know-how realizzato permetterà di ridurre i costi delle manutenzioni dei veicoli elettrici e sarà messo gratuitamente a disposizione delle aziende

 

Treviso, 30 aprile 2014 – Un nuovo algoritmo per misurare lo stato di carica delle batterie al litio e migliorare le loro prestazioni soprattutto nel campo dell'elettromobilità?

 

Sarà possibile grazie a t2i Trasferimento Tecnologico e Innovazione che, insieme ai partner del progetto europeo "Akku4Future", sta portando a termine lo studio di un sistema che consenta di dedurre il comportamento delle batterie al litio, rispetto ai parametri di carica, stato di usura e di funzionamento.

 

Insieme a t2i – Trasferimento tecnologico e Innovazione, la nuova società consortile per l'innovazione promossa dalle Camere di Commercio di Treviso e Rovigo, sono partner del progetto Fraunhofer Institute Italia, capofila del progetto, Fachhochschule Carinzia (Villach), TIS (Bolzano) e l'Agenzia per lo Sviluppo della Carinzia (Klagenfurt).

 

Focus del Progetto è lo sviluppo di un sistema di diagnostica per lo stato di carica/scarica delle batterie al Litio, sotto il cappello della mobilità elettrica. Lo scopo è il controllo della capacità, dello stato di salute così come della durata degli accumulatori. Il monitoraggio di singole celle permette uno scambio mirato ed un riciclaggio attivo di moduli di accumulo difettosi riducendo così considerevolmente i costi di manutenzione dei veicoli elettrici. Il know-how realizzato sarà messo gratuitamente a disposizione delle aziende.

 

L'accumulo di energia elettrica acquisisce oggi un enorme significato soprattutto nell'ambito dell'elettromobilità (bici e auto elettriche). Un mercato del futuro in cui giocano un ruolo decisivo le batterie al litio. Per il 2015 viene stimata una triplicazione del mercato delle batterie, con una concomitante riduzione dei costi di produzione. Sebbene l'Asia goda di un vantaggio decisivo nella produzione, rimane all'interno della ricerca applicata un potenziale di sviluppo ancora inutilizzato.

 

Fraunhofer e Fachhochschule Carinzia hanno sviluppato la parte di ricerca-test, con l'obiettivo di fornire indicazioni scientifiche su un utilizzo più efficiente delle batterie al Litio. t2i, Agenzia per lo Sviluppo della Carinzia e TIS sono invece impegnati sulla diffusione dei risultati e sull'identificazione di misure/politiche per la capitalizzazione dei risultati in tema di elettromobilità.

 

Nella prima parte del Progetto è stato implementato, da parte dei Partner Fraunhofer e Fachhochschule Carinzia, un banco di misurazione ad hoc, completamente automatico, che ha consentito di misurare e testare le batterie a diverse temperature dell'ambiente e cariche elettriche. Particolare attenzione, durante l'implementazione, è stata riservata alla stabilità del sistema, in modo che misurazioni a lungo termine, che possono protrarsi anche per più settimane, si realizzino senza problemi. Mediante questo allestimento è possibile caratterizzare in maniera completa una batteria tipo.

 

Nella prossima parte del Progetto verranno elaborate delle strategie per individuare, all'interno della mole di dati di misura, delle indicazioni conclusive sullo stato della batterie. Tali modelli matematici verranno testati ampiamente, al fine di garantirne la robustezza. Da ciò verrà derivato un algoritmo, che potrebbe ad esempio essere implementato all'interno di sistema di management delle batterie di un dispositivo, e che consenta di dedurre in tempo reale lo stato della batteria.

 

In futuro sarà possibile l'utilizzo del banco di misurazione ed del software di elaborazione da parte dei partner industriali. Inoltre, il know-how realizzato verrà reso accessibile in maniera gratuita. Ciò comprende sia il concetto di misurazione elaborato che la relativa realizzazione tecnica, nonché il software di misurazione e gli algoritmi implementati.

 

"Akku4Future" è un progetto congiunto tra Fraunhofer Italia, l'istituto universitario di Villach (Carinzia), incubatori di innovazione sovraregionali ed agenzie per lo sviluppo e finanziato dal Programma Interreg IV Italia-Austria, un programma di iniziativa comunitaria che attua una cooperazione transfrontaliera e coinvolge le regioni del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige e alcuni länder austriaci della Carinzia, Salisburgo e Tirolo.

 

L'obiettivo generale del Programma è promuovere lo sviluppo equilibrato, sostenibile e duraturo e l'integrazione armoniosa dell'area transfrontaliera, caratterizzata da barriere naturali ed amministrative, nel più ampio contesto territoriale, per rafforzare l'attrattività e la competitività della regione e dei suoi soggetti/protagonisti.

 

 

 

Casella di testo: t2i – Trasferimento Tecnologico e Innovazione è la società consortile per l'innovazione, promossa dalle Camere di Commercio di Treviso e Rovigo nella quale vengono integrate attività, progetti, risorse umane e infrastrutture di Treviso Tecnologia e Polesine Innovazione. Tra i suoi obiettivi centrali il sostegno alle imprese nei percorsi di innovazione attraverso lo sviluppo di reti collaborative, l'offerta di servizi avanzati e utilizzo di strumenti finanziari, locali ed europei. t2i, inoltre sviluppa competenze allargate a temi di supporto all'innovazione quali le attività di formazione per lo sviluppo di competenze e organizzazioni innovative, la valorizzazione e certificazione dei prodotti e le iniziative di tutela della proprietà intellettuale, nonché lo sviluppo di prodotti, processi e servizi innovativi con tecnologie digitali avanzate. t2i accompagna, infine, progetti imprenditoriali innovativi, attraverso un sistema di servizi che non solo supporta, ma stimola lo sviluppo aziendale.

 

 

 

 

 

 

 

Così si rompe… il David di Michelangelo

Analisi dei meccanismi di rottura del monumento eseguiti dall'Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche, attraverso esperimenti a piccola scala in centrifuga. I danni sono relativi all'inclinazione della statua. La ricerca è pubblicata sul Journal of Cultural Heritage

 

A causa del suo inestimabile valore il David di Michelangelo, uno dei simboli del Rinascimento italiano, è stato oggetto di molte analisi di stabilità rivolte in particolare a una serie di micro-fratture della porzione inferiore di entrambe le gambe, notate già dalla metà del XIX secolo. Visibili nella caviglia sinistra e nel tronco destro, minacciano la stabilità dell'opera e quindi una loro approfondita conoscenza è indispensabile per la salvaguardia di questo capolavoro.


Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e dell'Università degli Studi di Firenze ha eseguito un approccio sperimentale su repliche in gesso della statua a scala ridotta (10 cm di altezza invece di 410), deformate all'interno di una centrifuga. I risultati sono pubblicati sul Journal of Cultural Heritage.


"Durante la rotazione all'interno dell'apparato, i modelli a piccola scala sono sottoposti a forze molto più elevate della forza di gravità, ma che agiscono con le stesse modalità", spiega Giacomo Corti dell'Igg-Cnr. "In differenti prove, le piccole statue sono state sottoposte a una forza centrifuga crescente, rendendo la statua sempre più 'pesante', finché gli sforzi gravitazionali superano la resistenza del materiale e si giunge alla rottura".


Gli esperimenti hanno analizzato l'influenza di vari parametri. "In particolare, i risultati suggeriscono come sia la stabilità sia le caratteristiche della deformazione del David siano principalmente dovute all'inclinazione della statua. Innanzitutto, maggiore è l'angolo di inclinazione, maggiore è l'instabilità della statua sotto il proprio peso, particolarmente per inclinazioni maggiori di 15°. Inoltre, l'inclinazione influenza anche la posizione delle fratture, che tendono a interessare porzioni via via più alte: nella gamba destra, sopra i 15° la frattura avviene sempre al di sopra del tronco d'albero", prosegue il ricercatore.


La comparazione di questi risultati con le lesioni rilevate sul David reale suggeriscono che "una costante inclinazione della statua, ancorché non superiore a 5°, abbia rappresentato il fattore critico per lo sviluppo dei sistemi di fratture nelle porzioni inferiori di entrambe le gambe", conclude Corti. "Questa piccola inclinazione è probabilmente legata all'abbassamento non uniforme, con conseguente piccola rotazione del plinto su cui poggia la statua, durante la sua permanenza di fronte a Palazzo Vecchio, tra il 1504 e il 1873".

 Immagini disponibili al link

 https://filesender.garr.it/?vid=0af189bf-4ae2-e429-6b1d-00000e5c7288

Figura 1: lesioni presenti sulle porzioni inferiori delle gambe del David di Michelangelo
Figura 2:
metodo di lavoro utilizzato per l'analisi in centrifuga della deformazione dei modelli a piccola scala

Figura 3: aree soggette a rottura nei modelli a piccola scala con inclinazione compresa tra 0° e 5° (frecce bianche e verdi), confrontate con le aree sottoposte a maggiori sforzi tensionali secondo modelli numerici (aree colorate) e con le zone in cui si sono sviluppate le microfratture nel David reale (rettangoli rossi)

Roma, 30 aprile 2014

Primo maggio, Cia: tradizionale "pic-nic" per 3 milioni di italiani

Secondo la Cia, saranno in molti domani a concedersi una gita fuori porta, tra parchi, campagna o mare. Vinceranno in due casi su cinque le grigliate nelle aree attrezzate per barbecue. Senza dimenticare il classico abbinamento di fave e pecorino.

 

Al parco, in campagna, al lago o in riva al mare: domani saranno quasi 3 milioni gli italiani che festeggeranno il primo maggio con una gita fuori porta. Con la crisi, infatti, calano viaggi e presenze nei ristoranti e torna la voglia di "pic-nic" e pranzi al sacco, nonostante il tempo incerto del lungo week-end. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.


Se non mancheranno salumi e formaggi, torte rustiche e insalate di pasta -osserva la Cia- a "spopolare" in due casi su cinque saranno soprattutto le grigliate, organizzate nelle tante aree attrezzate per barbecue. Senza dimenticare il tradizionale abbinamento tra fave e pecorino, in particolare nel Lazio.

L'Italia -sottolinea la Cia- produce quasi 60 milioni di chili di fave, mentre sono sei i formaggi pecorini nazionali che hanno ottenuto la denominazione d'origine protetta dall'Europa. Si tratta del pecorino romano, toscano, sardo, di Filiano, crotonese e siciliano.


Nella classifica della carne più "grigliata", invece, vinceranno salsicce e braciole, seguite da bistecche e arrosticini -spiega la Cia- con un consumo così ripartito: al primo posto la carne suina (42 per cento), seguita a ruota da manzo e pecora (38 per cento) e dal pollame (15 per cento). Conquistano terreno anche i barbecue vegetariani, col 6 per cento di grigliate composte di melanzane, peperoni e zucchine.


            Nel nostro Paese -ricorda la Cia- esistono 24 parchi nazionali, 128 parchi regionali, 145 riserve naturali statali, 370 riserve naturali regionali per un totale di quasi 3 milioni di ettari, ovvero l'11 per cento circa dell'intero territorio italiano.

PROSECCO DOC e politiche di GOVERNANCE della DENOMINAZIONE


Stefano Zanette, Presidente della Doc Prosecco, esprime la posizione del Consorzio a commento della classifica nazionale dei vini DOP  pubblicata dall'Unione Italiana Vini. 
Con l'occasione affronta il tema della governance e degli strumenti adottati, come lo stoccaggio: 
"Sacrifici oggi per favorire al Prosecco il futuro lungo e florido che lo attende e si merita".

Treviso, 30 aprile 2014. E' apparsa in questi giorni sul Corriere Vinicolo, organo di informazione dell'Unione Italiana Vini  la classifica delle Denominazioni di Origine più imbottigliate: "E' il Prosecco Doc la denominazione di origine più imbottigliata del 2013: con oltre 1,8 milioni di ettolitri, equivalenti a 241 milioni di bottiglie, le bollicine veneto-friulane costituiscono il 16% del totale Doc-Docg messo in bottiglia dai produttori italiani nel 2013, pari a 1,5 miliardi di pezzi. La quota del mondo Prosecco, sommando anche i 73 milioni di bottiglie della Docg Conegliano-Valdobbiadene e  gli 1,2 milioni dell'Asolo Docg, sale ulteriormente arrivando al 20% netto del totale nazionale. Al secondo posto il Chianti con 101 milioni, segue quindi l'Asti con 99 milioni di bottiglie".
In altre parole 1 bottiglia su 5 che in etichetta rechi la dicitura Denominazione d'Origine, sia essa Doc o Docg, conterrà Prosecco.
 "I dati diffusi dall'Unione Italiana Vini sugli imbottigliamenti delle principali DOP – commenta il Presidente della Doc Prosecco Stefano Zanette - confermano le nostre ricerche e rivelano tutto il peso della nostra denominazione nel panorama enologico italiano. Se questo dato può essere interpretato come chiaro segno del successo della Denominazione Prosecco Doc, allora i meriti vanno ascritti in buona parte al sistema produttivo e alle autorità regionali, nazionali e comunitarie che ci hanno supportato dal punto di vista tecnico e giuridico - precisa Zanette - Quanto al Consorzio di tutela è corretto riconoscergli il ruolo fondamentale svolto in questi anni nel condurre un gioco di squadra assumendo decisioni importanti, spesso coraggiose, nella gestione della Denominazione. Ma anche se i frutti ora si vedono e sembrerebbero darci ragione, molto lavoro resta da fare in un mercato così suscettibile di oscillazioni".
Un processo virtuoso che vede il Consorzio Prosecco Doc impegnato anche in questi giorni nell'adozione di accorgimenti messi a disposizione dalla normativa vigente nel tentativo di creare un valore duraturo per le imprese del settore.
"Il primo provvedimento che ci accingiamo ad adottare – prosegue Zanette - riguarda la richiesta che formuleremo, con il supporto delle principali associazioni di categoria, alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia in relazione al mantenimento delle limitazioni all'iscrizione dei vigneti allo schedario viticolo ai fini dell'idoneità alla rivendicazione della DOC Prosecco fino alla campagna viticola 2016/2017".
Nel nostro caso non oltre i 20.000 ettari già autorizzati (circa 16.500 al Veneto, 3.500 al FVG).
"Si tratta – precisa Zanette - di un provvedimento atteso che si rende necessario in coerenza con il provvedimento di stoccaggio adottato fin dalla campagna vendemmiale 2012, migliorato con la campagna 2013 e che sarà sottoposto all'approvazione della prossima Assemblea ordinaria dei Soci anche per la campagna 2014".  
A questo riguardo vale la pena evidenziare che le voci ricorrenti sull'imminenza di un provvedimento di destoccaggio si sono rivelate al momento infondate, stante la volontà del Consiglio di Amministrazione di questo Consorzio di valutare non solo l'andamento degli imbottigliamenti della nostra denominazione ma anche l'andamento vegetativo delle nostre viti.  E ad oggi, le previsioni sull'annata 2014 dicono che se non interverranno fattori climatici particolari, la prossima vendemmia rischia di risultare anticipata di circa 20 giorni sulla media stagionale. Se tale stima venisse confermata dai fatti, le produzioni di Prosecco DOC attualmente disponibili (vendemmia 2013) saranno in grado di assicurare la continuità con la prossima campagna viticola. Appare altrettanto evidente che, qualora si venissero a creare i presupposti, in ogni momento – da qui a fine giugno - saremo in grado di intervenire, immettendo nel mercato parte del prodotto attualmente sottoposto a stoccaggio al fine di evitare eventuali tensioni rialziste sui prezzi. Diversamente, non esiteremo a indicare agli organi competenti la necessità di provvedere al declassamento di tali produzioni.
 "Non lo nascondiamo – ammette Zanette - si tratta di provvedimenti importanti e onerosi per il sistema produttivo, ma gli unici in grado di assicurare il mantenimento di valore alla nostra Denominazione in questa delicata fase di assestamento. E' necessario compiere dei sacrifici oggi per favorire al Prosecco il futuro lungo e florido che lo attende e si merita. Ciò a evidente vantaggio di tutta la filiera. Concludo ribadendo con assoluta convinzione che queste azioni hanno il nobile scopo di garantire non solo un patrimonio del territorio che dà lavoro a migliaia di famiglie ma anche, e soprattutto, mirano a tutelare il consumatore finale che, in caso di una compromissione del valore della denominazione, rischierebbe di vedere abbattuti i livelli qualitativi raggiunti, vera ragione del successo della nostra denominazione nel mondo".

Canonizzazione Papi. Jivanmukta Swami Ganapati: "Una testimonianza del dialogo interreligioso con il Vaticano"


ROMA, 30 aprile 2014 - "La cerimonia della canonizzazione ha confermato che la vera apertura significa restare fermi nelle proprie più profonde convinzioni, pur rimanendo aperti alla comprensione di quelle altrui". E' questo in sintesi il pensiero che Armondo Linus Acosta, conosciuto come Jivanmukta Swami Ganapati, esprime dopo aver partecipato a Piazza San Pietro, alla cerimonia di Canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II e Papa Giovanni XXIII, il 27 aprile 2014.

Ganapati, tra i maggiori leader religiosi mondiali e già ospite in Vaticano, su invito di Papa Francesco il 19 e il 20 marzo del 2013, ha sempre sostenuto l'importanza del consolidamento e dell'ampliamento del dialogo interreligioso con il Vaticano.
"L'antica tradizione Siddha Yoga - sostiene Ganapati - si sposa perfettamente con la Canonizzazione di questi due grandi Papi, che nel corso della loro vita hanno incarnato l'amore e la fede nella maniera più alta, nel rispetto di tutti i popoli della terra, continuando a ispirarci e illuminarci nella nostra vita quotidiana".

"Papa Giovanni Paolo II ha reso pubblicamente noto il suo interesse verso tutti i percorsi religiosi", continua Ganapati - "Per questa ragione incontrai il cardinale Francis Arinze in Vaticano proprio per parlare di questioni interreligiose".

La presenza di Swami Ganapati alle cerimonie di Canonizzazione testimonia il costante scambio e l'interazione avuta nel corso degli anni con il Vaticano.

SCUOLA – Assunzioni, siamo al caos totale: il Ministro smentisce l’avvocatura dello Stato

Giannini, nel corso di un question time alla Camera, ha fatto marcia indietro e dichiarato di voler assumere 7mila idonei dell'ultimo concorso a cattedra: sul sostegno però si vanno a riesumare i vecchi candidati dei concorsi precedenti depennati quest'estate.

 

Anief, che aveva fatto ricorso al Tar contro questa operazione, chiede ora al Miur di fare chiarezza pubblicando con estrema celerità una nota ufficiale che confermi la nuova linea intrapresa. A meno che non si tratti di uno scherzo di fine aprile…

 

Sulle modalità delle nuove immissioni in ruolo ormai siamo al caos totale: il 30 aprile il Ministro Giannini, nel corso di un question time alla Camera, ha fatto marcia indietro e dichiarato di voler assumere 7mila idonei dell'ultimo concorso a cattedra. Ma ciò avviene proprio mentre i suoi dirigenti, a Viale Trastevere su ordine di un Direttore Generale del Miur, utilizzano le vecchie graduatorie per assumere sul sostegno non prendendo in considerazione gli idonei dell'ultimo concorso.

 

Per contrastare questa operazione, Anief ha ricorso al Tar proprio per ottenere la validità delle graduatorie di merito ai fini delle assunzioni con il doppio canale fino alla pubblicazione delle graduatorie del nuovo concorso che il ministro vorrebbe bandire. Ma qua sta il punto: l'avvocatura fino ad oggi si è sempre difesa sostenendo che il concorso era solo per vincitori. Anief ha ribattuto che in questo modo si sta operando una violazione della legge vigente, il Testo Unico 297/1994. In ultimo dal Miur con una nota del 6 febbraio rinnegava la validità dell'utilizzo delle nuove graduatorie per le nomine sul sostegno che sono in corso d'opera. Ora il colpo di scena, con il ministro che smentisce il suo predecessore e la stessa Avvocatura di Stato. E dà ragione all'Anief.

 

"A questo punto – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – il Ministero dell'Istruzione non può fare altro che pubblicare con estrema celerità una Nota ufficiale che confermi la nuova linea intrapresa. Ciò va fatto assolutamente prima di assumere i nuovi docenti di sostegno, così da porre fine al contenzioso in corso. A meno che l'intervento del Ministro Giannini – conclude Pacifico – non sia uno scherzo di fine aprile…".

 

30 aprile 2014                                                            

PRIMO MAGGIO – Sarà amaro per più di 3 milioni di dipendenti pubblici

PRIMO MAGGIO – Sarà amaro per più di 3 milioni di dipendenti pubblici: stipendi da fame per altri 3 anni e 300mila precari fermi ai "box", scippo del 2,5% sul TFR e allungamento dell'età pensionabile senza finestre.

Essere al servizio dello Stato non paga. Diritti violati nella Pubblica amministrazione che non si ritrovano nel comparto privato.

Proroga del blocco stipendiale, inflazione che galoppa e innalzamento dell'età pensionabile fino a quasi 68 anni stanno trasformando il posto statale in un vero incubo professionale.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): il problema è che chi opera per la PA è trattato sempre più da lavoratore di serie B, quello che accade a quelli della scuola ha ormai dell'incredibile.

 

Sarà un primo maggio davvero amaro quello che si apprestano a vivere più di tre milioni di dipendenti dei comparti pubblici: al cronico blocco degli stipendi e del turn over, quest'anno si somma un'altissima percentuale di dipendenti precari e una drastica riduzione delle domande di pensionamento a causa dell'innalzamento dei requisiti anagrafici e di servizio previsti dalla riforma Fornero. Il 'contentino' degli 80 euro, poco più di una pizza, non cambia la sostanza: anche se il sindacato non può certo disdegnare l'aumento in busta paga, peraltro assicurato solo fino a dicembre 2014 e non in pianta stabile, va ricordato che sarà riservato ad una parte dei dipendenti. E per finanziarlo si andranno a ridurre del 15% gli emolumenti dei dirigenti, facendo ancora una volta pagare allo stesso comparto statale un incremento stipendio che invece andrebbe finanziato per intero con risorse statali nuove.

Quanto indicato in questi giorni dall'ultimo Rapporto semestrale dell'Aran sulle retribuzione dei pubblici dipendenti, a proposito degli indici mensili delle retribuzioni contrattuali, vale molto più di tanti commenti: mentre "il settore privato mostra variazioni positive", seppure contenute, "i comparti di contrattazione collettiva Aran (dirigenti e non) e gli altri comparti pubblici, in coerenza con le disposizioni normative che dispongono il blocco della contrattazione nazionale per i pubblici dipendenti, continuano a riportare variazioni nulle".

"La variazione cumulata per il periodo 2007-2013 – scrive sempre l'Aran - registra una crescita delle retribuzioni contrattuali per l'intera economia pari al 16,4%: i settori che presentano valori sopra la media sono il settore privato (18,4%) - ed in particolare l'industria (+20,9%) e i servizi privati (+16,5%) - e i dirigenti non contrattualizzati della PA (+16,6%). Incrementi inferiori alla media si trovano per tutti gli altri comparti della pubblica amministrazione con valori che variano fra il più elevato (+11,7%) dei dirigenti contrattualizzati PA e il più basso (+10,3%) del personale non dirigente degli altri comparti pubblici". Basti pensare che l'inflazione nello stesso periodo è salito del 12% mentre il personale della scuola ha avuto aumento per l'8%.

"La curva delle retribuzioni contrattuali dei dipendenti dei comparti di contrattazione collettiva Aran è ormai bloccata sul valore di luglio 2010 e, da aprile 2011, è al di sotto della curva dell'indice nazionale dei prezzi al consumo. L'andamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici non contrattualizzati (comparti forze armate, dell'ordine e vigili del fuoco) è anch'esso fermo sul valore del marzo 2011. Le retribuzioni del settore privato – conclude l'Aran - sono invece in crescita, lenta ma costante, per effetto dell'applicazione dei contratti rinnovati nel corso del 2013".

La 'corona' dei dipendi pubblici con stipendi ridotti alla fame spetta agli insegnanti e del personale scolastico a cui lo Stato ha bloccato il rinnovo contrattuale nel 2009 con la legge Tremonti (122/2010), con un anno di anticipo rispetto agli altri lavoratori statali, a cui si è aggiunta la proroga approvata dal Governo Letta (DPR 122/2013). E per tutti i lavoratori statali la prospettiva è rimanere con le buste paga per altri 3 anni. Il dato si evince dal Documento di Economia e Finanza 2014 approvato a metà aprile dal CdM: "Nel quadro a legislazione vigente - si legge nel DEF - la spesa per redditi da lavoro dipendente delle Amministrazioni Pubbliche è stimata diminuire dello 0,7 per cento circa per il 2014, per poi stabilizzarsi nel triennio successivo e crescere dello 0,3 per cento nel 2018, per effetto dell'attribuzione dell'indennità di vacanza contrattuale riferita al triennio contrattuale 2018-2020".

Se si somma la proroga agli altri quattro anni di stop di aumenti si arriva sette anni consecutivi di blocco stipendiale. Nella scuola sono addirittura otto gli anni di fermo, un record: considerando che tra il 2006 e il 2012 l'inflazione è salita del 12% rispetto agli aumenti contrattuali fermi nella scuola all'8%, docenti e personale Ata ad oggi hanno perso quasi 16 mila euro lordi di mancati aumenti a dipendente. In generale, considerando tutti i pubblici dipendenti, lo stipendio base è sempre più in sofferenza rispetto all'aumento del costo della vita, in ritardo anche ai livelli degli altri Paesi economicamente sviluppati ed in alcuni comparti è persino regredito in termini di potere d'acquisto.

Ma i problemi non si fermano agli stipendi inadeguati. C'è anche quello del mancato turn over, con oltre 300mila precari costretti a rimanere ai "box" chissà ancora per quanto tempo. Lo stesso Collegato al lavoro, in discussione in Parlamento, non risolve i problemi dei contratti a termine perché non autorizza la stabilizzazione dei dipendenti pubblici e non prevede una sanzione pesante verso le pubbliche amministrazioni che reiterano i contratti a termine dopo i 36 mesi di servizio. Non è un caso che nei prossimi mesi si esprimerà la stessa Corte di Giustizia Europea sulla stabilizzazione dei precari della scuola, da anni chiamati a supplire. Ma la situazione è aggravata anche dalla "stretta" Fornero-Monti. Basta dire che da quest'anno per accedere alla pensione di vecchiaia serviranno 63 anni e 9 mesi di età; per quella anticipata, un'anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi (per gli uomini un anno in più). E negli anni a venire i requisiti si alzeranno ancora: quando la riforma Fornero entrerà a regime, i lavoratori del pubblico impiego potranno lasciare il lavoro a quasi 68 anni.

Anche su questo fronte quanto accade nella scuola è indicativo: dal 2001 ad oggi lo Stato italiano ha assunto nelle 258.206 insegnanti. Mentre nello stesso periodo quelli che hanno lasciato il servizio per la pensione sono stati molti di più: 295.200. Le assunzioni non sono bastate nemmeno a coprire tutti quei posti liberi, ben 311.364, che sempre a partire dal 2001 sono stati dichiarati dal Miur ufficialmente vacanti. È un dato che fa ancora più male se si pensa che nella scuola vi sono oltre 140mila precari annuali, quasi la metà di tutta la pubblica amministrazione: per loro l'ultima speranza rimane il ricorso alla Corte di Giustizia europea, che entro l'anno si dovrà esprime in modo definitivo.

"Non dobbiamo lamentarci – sostiene Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – se gli italiani sono gli insegnanti tra i più vecchi al mondo, con un numero crescente di ultra sessantenni e l'età media delle immissioni in ruolo alle soglie dei 40 anni di età. Il risultato di questo processo è l'età media di un insegnante italiano, ormai ben oltre i 50 anni. Dimenticando che l'insegnamento è tra le categorie professionali più a rischio burnout, in Italia ci ritroviamo con due docenti su tre che hanno superato questa età. Mentre i nostri insegnanti under 30 sono presenti per appena lo 0,5%, a fronte del 6,8% della Spagna. Il problema è che chi opera per la PA è trattato sempre più da lavoratore di serie B".

Per non parlare della trattenuta del 2,5% sul TFR che nel comparto privato è totalmente a carico del datore di lavoro mentre per rimane per i neo-assunti nel pubblico impiego dal 2000.

Power System Manager PMBus per il controllo e il monitoraggio di 16 alimentatori con precisione della tensione di ±0,25%


 
Power System Manager PMBus per il controllo e il monitoraggio di 16 alimentatori con precisione della tensione di ±0,25%
Linear Technology Corporation presenta l'LTM2987, un dispositivo di power management PMBus µModule® (micromodule) a 16 canali altamente integrato che aggiunge controllo e monitoraggio digitali estesi a un sistema di alimentazione analogico. La configurazione e la misura delle prestazioni del sistema di alimentazione basate su software riducono il time-to-market, migliorano l'affidabilità del sistema e consentono di ottimizzare il consumo energetico delle schede. Il dispositivo esegue il trimming, il margining e il monitoraggio delle uscite di alimentazione con una precisione della tensione di ±0,25%, la migliore della sua categoria, che aumenta il rendimento e l'affidabilità a lungo termine della scheda a circuiti stampati. Sono inoltre disponibili le funzioni di sequencing dell'alimentazione (temporizzazione e tracking), supervisione e registrazione degli errori nella memoria EPROM. Sono integrati tutti i componenti passivi base, quali filtri RC passa-basso, resistenza di bypass e resistenza pull-up. L'alto livello di integrazione funzionale e dei componenti riduce l'ingombro della soluzione e il numero di componenti e semplifica il routing su schede ASIC, DSP e FPGA con un alto numero di rail nei server, nei router di rete e nelle apparecchiature di test industriali.
Un ADC a 16 bit nell'LTM2987 misura le tensioni di uscita dell'alimentazione, la tensione di ingresso e la temperatura del dispositivo. Il veloce sistema di supervisione della sotto-/sovratensione impedisce il malfunzionamento e il danneggiamento del sistema. I guasti attivano la registrazione nella scatola nera della memoria EEPROM che semplifica l'analisi dei guasti fornendo indicazioni suifuturi miglioramenti del sistema. È possibile collegare in cascata più unità di system management per il sequencing e la gestione dei guasti su più di 16 rail. Sono disponibili più di 100 comandi compatibili con PMBus per la programmazione flessibile e la lettura dei dati del sistema di potenza. La configurazione del registro viene eseguita nell'ambiente di sviluppo LTpowerPlayTM che supporta tutti i dispositivi DSM (Power System Management) digitali Linear Technology. Una volta programmato, l'LTM2987 non richiede codifica software per il funzionamento autonomo.
Adatto per gli intervalli di temperatura da 0oC a 70oC (commerciale) e da -40oC a 105oC (industriale), l'LTM2987 viene offerto in un package BGA (ball grid array) da 144 pin e 15 x 15mm. I prezzi partono da $23,95/cad. per 1.000 pezzi. Campioni di dispositivi e schede di valutazione del circuito sono disponibili online o presso gli uffici vendita Linear Technology locali. Per maggiori informazioni, visitare la pagina www.linear.com/product/LTM2987
Riepilogo delle caratteristiche: LTM2987
· Gestione digitale di 16 alimentatori
· Trimming/Margining/Monitoraggio delle uscite di alimentazione con precisione di ±0,25%
· Comandi conformi a PMBus tramite l'interfaccia digitale I2C/SMBus
· Memoria EEPROM per la configurazione e registrazione errori nella scatola nera
· Supportato dalla GUI LTpowerPlay
· Sequencer dell'alimentazione – Temporizzazione o tracking
· Monitoraggio (ADC a 16 bit) e supervisione:
o Due ingressi di polarizzazione e 16 uscite di alimentazione
o Monitoraggio opzionale della corrente sui canali dispari
o Temperatura del dispositivo
· Sequencing e fault management coordinati tra i vari dispositivi
· Funziona in modo autonomo senza software supplementare
· Timer del watchdog programmabile
· Alimentazioni di 3,3V oppure da 4,5V a 15V
· Funzionamento compreso tra –40°C e 105°C
· Package DFN a 144 pin e 15 x 15mm

La storia professionale e le attività di Andrea Mennillo, esperto in materia di consulenza strategica finanziaria

Andrea Mennillo, classe 1962, ricopre un ruolo di assoluto spessore nel mondo della finanza. Grazie alle notevoli esperienze sviluppate all'interno di società leader nel settore, oggi, si contraddistingue per le sue capacità nella consulenza strategica.
Andrea Mennillo

IL PERCORSO FORMATIVO INTRAPRESO DA ANDREA MENNILLO

Nato in una famiglia dalle forti tradizioni militari, Andrea Mennillo incarna una spiccata propensione alla disciplina. Terminati gli studi presso il Liceo Classico Pansini, l'inclinazione verso le materie economiche porta il futuro consulente strategico al conseguimento della Laurea in Scienze Bancarie Internazionali. La formazione del Dott. Mennillo prosegue con diverse esperienze in campo internazionale, tra le quali il conseguimento del Master in Strategic Management presso la rinomata INSEAD, con sede a Fontainebleau, in Francia. L'ingresso nel mondo della finanza nel 1986 vede un susseguirsi di collaborazioni con le principali società del settore, con incarichi sempre più di prestigio e di grande responsabilità. Tra queste si segnalano quelle con BIPOP, Centrale Finanziaria Generale e Fondi Italiani per le Infrastrutture (F2i).

LE ATTIVITÀ BENEFICHE DI ANDREA MENNILLO

Andrea Mennillo ha saputo ritagliarsi nel tempo un importante spazio da dedicare ad attività benefiche e filantropiche. Quella più rilevante è legata all'opera missionaria della Compagnia di Gesù. Oltre ad offrire il proprio contributo alla gestione economico-finanziaria, Mennillo è stato un grande sostenitore del progetto "Una sfida al deserto". Iniziativa creata dal MAGIS per lo sviluppo agricolo all'interno dei territori del Burkina Faso.
Per rimanere costantemente aggiornato sulle attività di Andrea Mennillo, visita il suo portale ufficiale.

martedì 29 aprile 2014

Datalogic lancia una nuova campagna di comunicazione internazionale: “The vision is yours”


BolBologna, 29 aprile 2014 – Datalogic, leader mondiale nei mercati dell'acquisizione automatica dei dati e dell'automazione industriale e produttore di lettori di codici a barre, mobile computer per la raccolta dati, sensori, sistemi di visione e sistemi di marcatura laser, presenta la nuova campagna di comunicazione internazionale.

La campagna sarà on air su stampa e online e verrà supportata da attività di relazioni pubbliche gestite dal network mondiale Porter Novelli, appartenente ad Omnicom Group, Inc.

La campagna sottolinea con ancora più forza il carattere distintivo e lo spirito innovativo del brand: "The vision is yours". La nuova campagna pubblicitaria mette in evidenza il grande vantaggio di avere un partner sicuro ed efficiente come Datalogic. I protagonisti sono coloro che ogni giorno, sul campo, devono affrontare le sfide del lavoro nel loro settore di appartenenza, dal retail alla logistica, dalla produzione alla sanità. Sono raffigurati con gli occhi chiusi e un'espressione serena. L'ambiente di lavoro e l'azione che si svolge dietro di loro si dispiega tranquillamente, in modo coordinato e senza alcun inconveniente. Tutto questo perché Datalogic è lì a prendersi cura di ogni dettaglio. 

Ogni protagonista, nelle varie versioni della campagna, spiega il proprio lavoro quotidiano e come sia possibile effettuare il riordino di migliaia di scaffali in pochi minuti, garantire corrette dosi di farmaci ai pazienti con la massima precisione, selezionare e montare pneumatici su uno specifico veicolo in fase di montaggio e gestire milioni di spedizioni al giorno: tutto ad occhi chiusi.

"The vision is yours" è stata progettata per trasmettere la sicurezza, la precisione e l'efficienza che ogni soluzione tecnologica Datalogic è in grado di offrire in tutti i settori. 
Da aprile è online anche il nuovo sito di Datalogic con  grafica rinnovata, maggiore facilità di navigazione e naturalmente con la campagna protagonista in homepage.

"Datalogic offre un'ampia gamma di prodotti volti a migliorare l'efficienza e la precisione delle attività che gli operatori di diversi settori - retail, healthcare, manufacturing, T&L - svolgono ogni giorno. La nuova campagna pubblicitaria con il suo payoff "The Vision is Yours" sintetizza il nostro principale obiettivo, ovvero quello di soddisfare i bisogni dei nostri clienti, mettendoci al loro servizio e la nostra eccellenza nella vision technology. Datalogic grazie alla sua "state of the art" technology è in grado non solo di leggere i codici a barre ma anche di vedere, riconoscere ed identificare gli oggetti e le loro difettosità" ha dichiarato Valentina Volta, CEO della divisione Datalogic Business Development e ADC EMEA VP Sales & Services.

Il Gruppo Datalogic, leader nel mercato dell'acquisizione automatica dei dati e dell'automazione industriale, è uno dei principali produttori mondiali di lettori di codici a barre, mobile computer, sensori, sistemi di visione, sistemi di marcatura laser ed offre soluzioni innovative per una vasta gamma di applicazioni rivolte ai settori retail, trasporti e logistica, all'industria manifatturiera ed alla sanità. Con prodotti utilizzati in oltre un terzo dei supermercati e dei punti di vendita nel mondo, come pure in un terzo degli aeroporti, dei servizi postali e di spedizione, Datalogic è una realtà unica in grado di offrire soluzioni che semplificano e migliorano la vita quotidiana. Datalogic S.p.A. è quotata presso il segmento STAR di Borsa Italiana dal 2001, con il simbolo DAL.MI. e ha sede centrale a Lippo di Calderara di Reno (Bologna). Il Gruppo Datalogic, che conta oggi circa 2.400 dipendenti nel mondo distribuiti in 30 Paesi, nel 2013 ha registrato vendite per 450,7 milioni di Euro e ha investito oltre 35 milioni di Euro nel settore Ricerca e Sviluppo, con un patrimonio di oltre 1.000 brevetti in tutto il mondo. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.datalogic.com. Datalogic e il logo Datalogic sono marchi registrati di Datalogic S.p.A., registrati in molti Paesi fra cui gli Stati Uniti e l'Unione Europea.


CONFERENZA STREAMING ROGER NARBONI GIOVEDI' 8 MAGGIO 2014

ilpuntosulPaesaggio






GIOVEDÌ 8 MAGGIO 2014 ORE 18,00

CONFERENZA STREAMING "Illuminare il paesaggio" di Roger Narboni

Roger Narboni (Algeri, 1953) è un lighting designer francese. Nel 1988 ha fondato lo studio specializzato in lighting design CONCEPTO, vicino Parigi. Da allora realizza diversi lavori di lighting design in ambito paesaggistico, urbano ed architettonico a differenti scale. 

Nel 1987 ha fondato una nuova disciplina chiamata Light Urbanism e da allora ha realizzato più di 110 lighting master plans, in Francia e all'estero. Roger Narboni ha insegnato fino al 2009 all'Ècole Nationale Supérieure de la Nature et du Paysage a Blois e all'Ècole Nationale Supérieure du Paysage a Versaille, entrambe in Francia.

La conferenza è all'interno del Workshop di progettazione Luci nel paesaggio. Il progetto di illuminazione di parchi e spazi pubblici e fa parte dell'iniziativa Il punto sul Paesaggio, una serie di incontri con alcuni paesaggisti, docenti del Master in Architettura del Paesaggio.

SEDE Fondazione Falciola / Camplus Rubattino, via Caduti di Marcinelle 2 (zona Lambrate-Ventura) Milano

PARTECIPAZIONE La conferenza è aperta al pubblico previa conferma di partecipazione via mail ad acma@acmaweb.com e sarà trasmessa in diretta streaming sul sito www.paesaggio.it/webtv.

L'iniziativa prevede inoltre, su richiesta da parte degli interessati, il rilascio di un attestato di partecipazione con il quale è possibile richiedere all' ordine professionale di appartenenza crediti formativi professionali.

Per informazioni: ACMA Centro di Architettura via Conte Rosso 34, 20134 Milano Tel. +39 02.70639293 Fax. +39 02.87181725 acma@acmaweb.com www.acmaweb.com www.paesaggio.it www.master.paesaggio.it

BeeRoma: il 2 e il 3 maggio la rassegna delle birre artigianali italiane e inglesi





BeeRoma – La birra artigianale come opportunità
 
All'Aranciera di San Sisto di Roma le birre artigianali italiane incontrano quelle inglesi

Il 2 e il 3 maggio, nella splendida location dell'Aranciera di San Sisto di Roma, si terrà BEEROMA, la rassegna delle birre artigianali italiane e inglesi. L'evento si propone di essere non solo una festa della birra ma soprattutto un'occasione di incontro tra due nazioni come l'Italia e l'Inghilterra, accomunate dallo stesso fenomeno in espansione, consolidato da anni in terra inglese, in continuo fermento nei nostri confini.

Organizzato dalla Soc. coop. ITER e patrocinato dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio, BEEROMA è un evento che coinvolgerà produzioni ed esercenti locali di spicco nel panorama laziale e romano, un vanto qualitativo della Capitale. Un weekend destinato alla promozione di queste realtà grazie, inoltre, ad un'accurata selezione dei migliori birrifici italiani, affiancati dagli omologhi inglesi.

La decisione di confrontare Italia e Inghilterra, infatti, non è casuale. Le craft beer inglesi hanno prodotto, ormai da anni, un mercato fiorente e di pregio, noto in tutto il mondo. Le birre artigianali italiane si sono affacciate in questo panorama del gusto solo in tempi recenti, contribuendo però alla creazione di una nuova realtà, economica e qualitativamente rinomata, che si sta affermando sempre di più, prima in Lombardia ed oggi anche a Roma e nel Lazio, dove i consumatori diventano ogni giorno più esigenti e l'offerta di pub, ristoranti e beershop è sempre più attenta ad una selezione di prodotti artigianali e di qualità da poter proporre.

"Birre artigianali come opportunità": questo il claim della Tavola Rotonda, prevista venerdì 2, alle ore 15.30 ed aperta a tutti. Sarà un approfondimento, che vedrà l'intervento di esperti di settore (Francesco Stefanelli, Presidente Ass. Degustatori Birra Lazio e Marco Turbacci, Presidente Ass. Birra del Lazio), rappresentanti istituzionali del Comune di Roma (Consiglieri Giovanni Quarzo, FI, e Francesco D'Ausilio, Capogruppo PD) e della Regione Lazio (Luca Gramazio, Consigliere Capogruppo FI), produttori (Valerio Fratoni del Birrificio Aurelio e Davide Iorizzo dell'Eternal City Brewing), organizzatori e publican, riuniti al fine di analizzare tutte le sfaccettature del fenomeno Birra Artigianale, non più solamente ludico ma di enorme valenza culturale, sociale ed economica: dalle potenzialità del nuovo mercato venutosi a creare, un'opportunità professionalizzante ed economica soprattutto per i giovani, al cambiamento netto delle abitudini del consumo di birra, non più legato alla quantità ma alla qualità


Con l'occasione di conoscere e assaporare prodotti di grande pregio, scoprendone la storia, le differenze e la grande passione che contraddistingue la produzione ed il consumo della "craft beer" italiana. 

BEEROMA è quindi un evento che vuole promuovere il mercato italiano supportato dall'esempio inglese, che da sempre viaggia su numeri consistenti, sia per occupanti che per indotto economico.

Un appuntamento dedicato ad appassionati, neofiti e curiosi, che avranno l'occasione di incontrare alcuni noti pub romani che gestiranno gli stand della manifestazione: 4:20, Barley Wine, Birra +, Birrifugio, Buskers, Golden Pot, Le Bon Bock, Luppolo 12, Mad for Beer, MastroTitta, Serpente Pub, Tree Folk's.

L'ingresso a BEEROMA è gratuito mentre le degustazioni saranno a pagamento. Oltre all'ottima birra artigianale ci sarà la possibilità di mangiare presso l'area food e il tutto sarà accompagnato da musica dal vivo. La tap list delle birre e tutti gli aggiornamenti, saranno comunicati a breve sul sito ufficiale www.streetpub.it/beeroma.

La birra artigianale in Italia
La birra artigianale è un prodotto non pastorizzato (quindi "crudo"), tendenzialmente non filtrato (quindi integro), realizzato senza conservanti. La sua produzione è in larga espansione. I microbirrifici artigianali costituiscono l'1% della produzione nazionale (300mila ettolitri) e il 2-3% del valore (secondo Assobirra, 60 milioni di euro). 


La crescita delle birre speciali, importate ma soprattutto artigianali e italiane, viaggia tra il 10 e il 20% annuo. In due anni si prevede che le birre artigianali rappresenteranno la metà del consumo che oggi è di 29 litri pro-capite, inferiore rispetto ai 72 litri della media europea. 
I microbirrifici in Italia sono 445 (di cui 106 in Lombardia e 30 nel Lazio) e le loro produzioni sono distribuite in pub, negozi specializzati, ristoranti e locali, strutture sempre più attente alla forte richiesta del pubblico. Il numero dei produttori è in continuo aumento e il trend di crescita non accenna a diminuire.

Per scaricare la locandina cliccare QUI

BEEROMA

2-3 maggio 2014
Aranciera di San Sisto
via delle Camene, 11 – Roma
Orari: ven 15.30-24.00 – sab 11.30-24.00
Tavola Rotonda: venerdì 15.30
Ingresso libero, degustazioni a pagamento
www.streetpub.it/beeroma 
L'evento su Facebook

FRODI: COLDIRETTI, BENE INDAGINI SU “PATATAGATE”, 4 SU 10 DALL’ESTERO


Con un aumento del 5 per cento delle importazioni di patate dall'estero nel 2014 è importante fare chiarezza sulle anomalie di un mercato come quello nazionale dove oramai sono stranieri 4 tuberi su 10. 


E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l'avvio dell'inchiesta della Procura di Bologna sulla commercializzazione di patate vendute come nazionali, ma provenienti dall'estero con una decina di persone indagate. La produzione nazionale di patate nel 2013 ha superato di poco il miliardo di chili mentre le importazioni - sottolinea la Coldiretti - hanno sfiorato i 700 milioni di chili dei quali quasi la metà provenienti dalla Francia.


La patata è l'ortaggio piu' consumato dagli italiani che hanno il diritto di conoscere la provenienza reale del prodotto che acquistano, ma l'inganno - precisa la Coldiretti - colpisce anche i produttori che subiscono la concorrenza sleale di prodotto importato, ma "spacciato" come nazionale.


La Coldiretti ha promosso e costituito la Fondazione "Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare" per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, proprio con l'obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare i comportamenti che si pongono in contrasto con la legalità.

 

Commercio, Cia: nel primo bimestre vendite alimentari a -0,7%. Prezzo fattore decisivo negli acquisti per il 58% degli italiani

La Cia commenta i dati diffusi dall'Istat: la stragrande maggioranza delle famiglie cerca di risparmiare in tutti i modi, partendo dalla ricerca costante di offerte speciali e promozioni. La marca perde di importanza, mentre cresce la spesa a basso costo con i discount a +2,9% tra gennaio e febbraio.

            Per ora l'anno nuovo non inverte la dinamica negativa delle vendite alimentari, che nel primo bimestre del 2014 registrano un calo dello 0,7 per cento (-1 per cento solo a febbraio). Significa che le famiglie continuano con la "spending review" sulla tavola, comprando solo l'essenziale in un caso su due e facendo incetta di sconti e promozioni. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat sul commercio al dettaglio.


Oggi il 77 per cento degli italiani fa economia e al supermercato cerca di risparmiare in tutti i modi: tra gennaio e febbraio sono praticamente raddoppiati gli acquisti di cibo e bevande in offerta speciale rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso -sottolinea la Cia-. Il prezzo diventa il fattore più importante nella scelta dell'esercizio commerciale per il 58 per cento dei consumatori, mettendo in secondo piano fattori come la vastità della scelta o la qualità, mentre solo il 23 per cento delle persone considera la marca decisiva per l'acquisto.


 Tutte abitudini di spesa che si riflettono sull'andamento delle vendite alimentari nelle varie tipologie distributive: nei primi due mesi dell'anno continuano a correre solo le cattedrali della spesa "low-cost", i discount, che segnano un incremento degli scontrini del 2,9 per cento. Supermercati e ipermercati perdono rispettivamente lo 0,7 per cento e lo 0,1 per cento tra gennaio e febbraio, e ancora peggio va ai piccoli negozi di quartiere che lasciano per strada il 2,6 per cento.

Convertitore DC/DC buck-boost sincrono da 40VIN/OUT, 1A offre un range di uscite e ingressi da 2,7V a 40V



Convertitore DC/DC buck-boost sincrono da 40VIN/OUT, 1A offre un range di uscite e ingressi da 2,7V a 40V


L'LTC3114-1 è un convertitore buck-boost in current mode sincrono che fornisce fino a 1 A di corrente di uscita continua da un'ampia gamma di sorgenti di alimentazione, inclusi batterie agli ioni di litio a singola cella, rail industriali da 24/28V, fino agli ingressi da 40V delle applicazioni automotive. L'ingresso da 2,2V a 40V dell'LTC3114-1 e il range di uscite da 2,7V a 40V fornisce un'uscita regolata con ingressi superiori, inferiori o uguali all'uscita regolata, ottimizzando la flessibilità della fonte di alimentazione e prolungando la durata dellabatteria rispetto alle soluzioni solo step-down. La topologia buck-boost a basso rumore proprietaria integrata nell'LTC3114-1 consente la transizione continua senza jitter tra le modalità buck e boost, rendendo il dispositivo ideale per le la trasmissione RF e altre applicazioni sensibili al rumore.
Il funzionamento Burst Mode® selezionabile riduce la corrente di riposo a soli 30µA, migliorando il rendimento dei carichi leggeri e prolungando ulteriormente la durata della batteria. L'LTC3114-1 utilizza una frequenza di commutazione costante di 1,2MHz e presenta una corrente di uscita programmabile tramite pin e il monitoraggio della corrente. Il circuito PWM buck-boost proprietario assicura basso rumore ed elevata efficienza, il tutto riducendo al minimo le dimensioni dei componenti esterni. La combinazione tra i componenti esterni di piccole dimensioni e il package DFN da 3 x 5mm e TSSOP-16E fornisce una soluzione compatta dall'ingombro ridotto.
L'LTC3114-1 integra quattro MOSFET interni a canale N a basso RDS(ON) in modo da garantire un'efficienza fino al 96%. Il funzionamento Burst Mode® automatico riduce la corrente di riposo a soli 30µA, migliorando il rendimento dei carichi leggeri e prolungando la durata della batteria. Per applicazioni sensibili al rumore, è possibile disabilitare il funzionamento Burst Mode. Inoltre, il controllo in current mode migliora le risposte ai transienti di linea e carico mantenendo semplice la compensazione. Altre caratteristiche sono il soft start interno, il limite della corrente di inrush, il blocco per sottotensione, la protezione contro il sovraccarico termico, la protezione contro i cortocircuiti e la disconnessione delle uscite.
La versione LTC3114EDHC-1 è disponibile in un package DFN a 16 conduttori da 3 x 5mm, mentre la versione LTC3114EFE-1 è offerta in un package TSSOP a 16 conduttori con funzionalità termiche avanzate. I prezzi partono da $3,95/cad. per 1.000 unità. Le versioni industriali LTC3114IDHC-1 e LTC3114IFE-1 sono garantite per il funzionamento con una temperatura operativa di giunzione compresa tra -40°C e 125°C; il loro prezzo è rispettivamente di $4,35/cad. e $4,51/cad. per 1.000 pezzi. Le versioni ad alta temperatura – LTC3114HDHC-1 e LTC3114HFE-1 – sono garantite per il funzionamento con una temperatura operativa di giunzione compresa tra -40°C e 150°C; il loro prezzo è rispettivamente di $4,60/cad. e $4,76/cad. per 1.000 pezzi. Infine, le versioni ad alta affidabilità – LTC3114MPDHC-1 e LTC3114MPFE-1 – sono garantite per il funzionamento con una temperatura operativa di giunzione compresa tra 55°C e 150°C; il loro prezzo è di $11,73/cad. per 1.000 pezzi. Tutte le versioni sono disponibili a magazzino. Per maggiori informazioni, visitare la pagina www.linear.com/product/LTC3114

Riepilogo delle caratteristiche: LTC3114-1


·       Regolazione VOUT superiore, inferiore o uguale a VIN
·       Induttore singolo
·       Ampio intervallo VIN: da 2,2V a 40V
·       Ampio intervallo VOUT: da 2,7V a 40V
·       Corrente di uscita da 1A in modalità buck
·       Corrente in uscita di 0,5A per VIN = 3,6V, VOUT = 5V
·       Corrente di uscita media programmabile
·       Efficienza fino al 96%
·       Funzionamento Burst Mode®, IQ di 30μA senza carico
·       Controllo in current mode
·       PWM da 1,2MHz a bassissimo rumore
·       Soglia precisa del pin RUN
·       Funzionalità termiche avanzate, package DFN a 16 conduttori e 3 × 5mm e TSSOP

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