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giovedì 30 giugno 2016

A Rainbow Magic Land il primo virtual coaster in Italia



Il primo virtual coaster in Italia: ecco cosa ho provato sabato 25 giugno, in un caldo pomeriggio estivo nel parco di divertimenti Rainbow Magic Land.


Molta curiosità, e anche quell’entusiasmo che non dovrebbe mai mancare: con questi presupposti sono andato a Valmontone, per tornare un po’ bambino e per farmi sorprendere.

In Italia, fino ad oggi, nessun Parco di divertimenti si era spinto nella direzione di far provare la realtà virtuale attraverso dei visori (dotati anche di audio) sincronizzati con un percorso delle montagne russe.

Adrenalina, spaesamento, e divertimento. Si entra realmente in una nuova dimensione. A dir la verità ci si perde già nel momento in cui “gli occhialoni tecnologici” ti vengono applicati.. il tempo di una rapida messa a fuoco e poi l’attesa, che per certi versi è il momento più elettrizzante, anche perché davanti a se si ha solo la scritta “rainbow”.

Tecnicamente questa nuova forma di divertimento è stata pensata per portare il 3D “in movimento su un carrello dinamico a rotaia”, per questo sarebbe più corretto dire che l’attrazione nella quale mi sono cimentato è un virtual coaster innestato su un rollercoaster.

Rainbow ha scelto “L’Olandese Volante” per questa nuova avventura, una attrazione che potesse supportare la strumentazione virtual senza alcun rischio di sicurezza, ma che allo stesso tempo potesse garantire anche la giusta adrenalina.  

Sarebbe stato impensabile mettersi un caschetto alla velocità di 100 km/h e fare giri della morte o avvitamenti. Sicuramente in futuro ci arriveremo ma per ora, a livello embrionale, si è partiti da un rollercoaster che potesse dare la giusta velocità senza nessun pericolo (ma non pensiate che si vada piano!!!!). Embrionale non significa pionieristico, la realtà virtuale è sperimentata nei parchi di divertimento da tantissimi anni.

I miei primi ricordi di un qualcosa di affine al 3D sono riconducibili alla casa degli specchi dei luna park itineranti, dove la prerogativa era quella di perdersi, di essere disorientati e quindi di provare una dimensione psicologica nuova. 

L’obiettivo dell’attrazione era quella di farti sentire su un altro mondo, privo di riferimenti, nel quale non si sapeva dove si stesse andando, magari vedendosi contemporaneamente riflesso su quattro o cinque specchi. Poi con il tempo si è pensato di portare tutto su uno schermo sul quale proiettare immagini, così sono nati i prima cinema 3D, nei quali venivano proiettate…le montagne russe!!!!!!!.  

Il terzo step è stato rappresentato dai simulatori, chè aggiungevano la dimensione del movimento a quella visiva in 3D. Paragonabili ai nostri attuali suv, il simulatore si caratterizzava per essere un luogo chiuso, normalmente riservato per poche persone e dotato di potenti pistoni per dare più emozioni possibili. I simulatori rispondevano all’esigenza della troppa staticità.

Il virtual coaster si colloca come ulteriore stadio di evoluzione di questo processo tridimensionale, che dovrà sicuramente essere affinato, ma che vede nell’attrazione provata un nuovo modo di vivere il virtual: non solo più il movimento, ma anche la velocità delle montagne russe.

L’esperienza è stata sicuramente positiva, ho ritovato il senzo di disorientamento alla partenza dove praticamente si è ciechi, la trimensionalità del visivo con una tecnogia di buon livello, ma l’aspetto della velocità sicuramente l’ha fatta da padrone: adrenalina su adrenalina, il ritrovarsi tra galeoni, combattimenti e fuochi da un effetto divertente… mentre il rollercoaster continua ad andare su e giù. 

Il sonoro sarebbe potuto essere un po’più forte e definito, ma per migliorare questo aspetto ci sarà il tempo.

Come ogni nuova attrazione, anche il Virtual Coaster dovrà essere affinato nella cura dei particolari (come il filo di luce che entra nella maschera e che da un po’di fastidio) ma l’esperienza è unica e sicuramente ne vale la pena provarla, perché innovativa e di alto impatto. La tecnica di questa nuova attrazione è già di per sé affascinante in quanto sconosciuta. 

Provare questa attrazione è stato molto eccitante e se proverete un po’di nausea, o vi sentirete un po’ storditi una volta tolto il visore, non abbiate paura, perché sicuramente starete sorridendo ripensando all’esperienza appena provata. Se i vostri occhi, a conclusione del giro su L’Olandese volante, saranno un po’stralunati, non abbiate timore, anzi, siate contenti, perché vuol dire che l’attrazione ha raggiunto il suo obiettivo.

Perdersi in un’altra dimensione è stato fantastico. Per chi non è più bambino è sempre più complicato divertirsi in questi parchi, o si sceglie qualcosa di veramente estremo o comunque è difficile farsi sorprendere. Il virtual coaster di Rainbow Magic Land, e nello specifico il rollercoaster de L’Olandese Volante mi ha trasmesso emozioni ed è riuscito nell’intento di darmi sensazioni nuove.


Matteo Spinelli

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