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mercoledì 31 agosto 2016

LANA E DINTORNI: il primo ristorante vegetariano-vegano altoatesino è a Foiana. Il tempio dei piatti alternativi attenti all’ambiente e agli animali.


 
Il vegetariano, il vegano, l'allergico, il consapevole, il curioso, il buongustaio: tutti hanno il diritto al massimo piacere nella cucina del primo ristorante vegetariano e vegano gourmet dell'Alto Adige. E' Nutris, il ristorante dell'Alpiana Resort di Foiana che si propone di soddisfare la crescente richiesta di piatti alternativi salutari e gustosi con un'attenzione verso l'ambiente e gli animali.
 
Lana e dintorni, 31 agosto 2016 – Semplicità, genuinità, rispetto per la natura e l'ambiente sono le caratteristiche del Nutris, il ristorante dell'hotel a 5 stelle Alpiana Resort di Foiana, località altoatesina dell'area turistica di Lana e dintorni. La cucina del ristorante, ricalcando la filosofia generale dell'hotel, si inserisce nel pieno rispetto della tradizione, della natura e del benessere. Proprio da queste motivazioni, e per soddifare la crescente richiesta di menu alternativi ai piatti classici, nasce il primo ristorante vegetariano-vegano gourmet dell'Alto Adige. Nutris vuole soddisfare proprio tutti, perché secondo lo chef Arnold Nussbaumer «ognuno ha diritto al massimo piacere»; il vegetariano, il vegano, l'allergico, il consapevole, il curioso, il buongustaio, troveranno ognuno modo di comporre il proprio menu ideale scegliendo fra i singoli piatti proposti. 
 
Il piccolo ristorante accoglie gli ospiti in un ambiente raffinato ed essenziale, in cui dominano materiali puri come il legno e la pietra; il vetro delle pareti permette una spettacolare vista sul paesaggio esterno. La cucina dello chef segue poche regole fondamentali: gli ingredienti utilizzati devono essere salutari, di stagione e di provenienza locale, combinati in ricette creative e gustose. L'abilità dello chef è infatti quella di conciliare con successo la genuinità e la bontà delle pietanze: «nel Nutris non si tratta solo di mangiare, ma si entra nel mondo dell'alimentazione e del gusto» spiega Nussbaumer. La regionalità degli ingredienti, così come la genuinità e la freschezza, sono garantite dalla collaborazione del ristorante con PUR Südtirol, che gestisce la rivendita da produttori e contadini locali, rifornendo il ristorante di ingredienti a km 0 e di alta qualità. Le erbe selvatiche raccolte in zona hanno un importante ruolo nella cucina del Nutris, rivelandosi a volte necessarie per completare l'armonia di un piatto.
 
Anche i vini sono accuratamente selezionati in base agli stessi criteri, offrendo specialità regionali da coltivazione biologica e con particolare attenzione ai giovani produttori che sperimentano nuovi metodi di coltivazione, varietà di uva e tipi di vinificazione.


copyright immagini: © Nutris



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GIULIANOVA - SINDACATO BALNEARI DENUNCIA: "CARTELLE TA.RI. MOLTO CONFUSE"

GIULIANOVA – "Cartelle Ta.Ri. pazze, spesso incomprensibili e poco chiare, al limite della confusione". Così Domizio Luigi Scilli presidente provinciale del S.I.B., Sindacato Italiano Balneari che aggiunge: "Spesso le comunicazioni che giungono dal comune disorientano i nostri associati costretti il più delle volte a richiedere profondi chiarimenti e relative rettifiche".

Incalza Scilli, già ex comandante del porto di Giulianova: "Ho qui sotto mano una cartella dove a saldo viene indicato un importo totale che, dopo aver sottratto l'anticipo versato, rimane identico senza tener conto di quanto già sborsato dal contribuente".

Lo stesso presidente provinciale S.I.B. sottolinea: "Addirittura, in un sollecito successivo l'importo dovuto viene a sorpresa aumentato di circa il 20% generando conteggi contorti e privi della necessaria trasparenza.

Come sindacato ribadiamo concetti già espressi più volte: occorrono documenti facilmente interpretabili al fine di consentire al contribuente di avere la certezza del dovuto e comunque senza generare scompiglio e caos sulla applicazione delle tariffe e sui metri quadri da calcolare correttamente per la quantificazione della tassa sui rifiuti".

Intanto, il sindacato si riserva la facoltà di percorrere le vie legali.

Tutte le cartelle ritenute fondatamente anomale saranno sottoposte all'attenzione degli avvocati di parte che procederanno di volta in volta e caso per caso.



Alfonso Aloisi




NICOLAS WINDING REFN PER VANITY FAIR: IL PRIMO SERVIZIO DI MODA «DIRETTO» DA UN REGISTA


Milano, 31 agosto 2016 - «È stato come girare il mio primo film nel vostro Paese. Ho deciso di accettare la sfida di Vanity Fair, prima di tutto, perché scattare un servizio di moda è una cosa che non avevo mai fatto prima, né in Italia né altrove, e io adoro essere messo nelle condizioni di fare cose che non conosco. Poi perché mi piaceva l'idea di proseguire il viaggio nel mondo della moda che ho intrapreso con The Neon Demon».

Nicolas Winding Refn, danese «invasore» di Hollywood, è uno dei più innovativi registi della sua generazione. Giovanissimo si fa un nome nel mondo cult underground con la Trilogia del Pusher. Lancia Tom Hardy dirigendolo in Bronson, e Ryan Gosling in Drive, per il quale vince a Cannes il premio come miglior regista. Torna a Cannes, sempre con Gosling, con Solo Dio Perdona, e quest'anno di nuovo in concorso con The Neon Demon, un horror (protagonista Elle Fanning) incentrato sull'ossessione per la bellezza nel mondo della moda.

Mondo in cui si è rituffato quando ha accettato la proposta di Vanity Fair di fotografare in una villa di Roma diciotto attrici del cinema italiano con indosso gli abiti più rappresentativi delle collezioni autunno-inverno. Con l'aiuto di Natasha Braier, direttore della fotografia di numerosi premiati film (di Refn e non solo) e video musicali, e Joseph Bennett, production designer che oltre a vantare una solida esperienza cinematografica e televisiva (per la serie Hbo/Bbc Roma ha vinto 2 Emmy, un Bafta e un Art Directors Guild Award) ha curato il set delle leggendarie sfilate di Alexander McQueen e l'acclamata mostra sullo stilista britannico al Metropolitan Museum di New York.

Si tratta del primo esperimento di questo tipo, non solo per Vanity Fair o per Refn, e neanche solo per il nostro Paese: mai prima un servizio di moda è stato diretto da un regista come un film, utilizzando le maestranze del cinema.

Dirette da Refn, le attrici (da Vittoria Puccini a Alessandra Mastronardi, da Miriam Leone a Valeria Solarino) hanno interpretato scene concepite come una prosecuzione di The Neon Demon, ma anche ispirate all'horror all'italiana di cui è grande ammiratore Refn, che dopo aver presentato a Cannes il restauro di Terrore nello spazio di Mario Bava, proprio in questi giorni viene a Venezia a «battezzare» con Dario Argento quello del cult di George Romero Zombi, curato proprio dal regista di Profondo Rosso.

I suoi film precedenti esploravano il mondo maschile. The Neon Demon è il suo primo sguardo sul mondo femminile.
«Ho liberato la mia parte femminile, le mie fantasie su che cosa significa essere una bella ragazza oggi».

Lei è padre di due figlie, la maggiore già adolescente. Che cosa significa essere una ragazzina oggi, al tempo dei social media?
«La grande novità è l'accettazione, anzi l'incoraggiamento del narcisismo. La rivoluzione digitale oggi è il liquido in cui Narciso si specchia. E non è detto che sia un male. Il narcisismo può essere il primo passo verso l'accettazione di se stessi, che è fondamentale per crescere».

Ma in questo mondo di immagini in cui la realtà è sempre abbellita, resa perfetta, il mondo di Instagram, non c'è il rischio di non sapere più che cosa è reale e che cosa no?
«Forse, ma è il futuro. La mia generazione sa ancora distinguere tra vero e artificiale, quella delle mie figlie, e delle figlie delle mie figlie, vivrà in un universo in cui dominerà quella che io chiamo realtà artificiale. Criticare il mondo che verrà non serve, è solo la proiezione delle nostre paure».

Ha in progetto una serie televisiva da girare nel nostro Paese.
«Sì, e non vedo l'ora. Adoro l'Italia».


Il servizio, che oltre alla grande copertina occupa 50 pagine, viene pubblicato nel numero di Vanity Fair in edicola da mercoledì 31 agosto.

"Vanity Fair conferma ancora una volta la sua capacità di creare contenuti originali e di grande qualità. Il risultato è un servizio davvero unico e fantastico; un grande servizio con il meglio della moda internazionale, indossata dal meglio del cinema italiano, scattata dal meglio della creatività hollywoodiana. Questa iniziativa ha ottenuto grande consenso dal mondo della moda, così attento all'immagine e alla qualità, e ha generato un risultato importante: rispetto all'anno precedente la raccolta pubblicitaria è cresciuta del 70%"- così Paola Castelli, direttore divisione.



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STADIO ROMA, PALUMBO: DA GIUNTA RAGGI MELINA INDECOROSA

"La Giunta Raggi sullo stadio della Roma sta facendo indecorosa melina con l'unico scopo di scansare una decisione definitiva, nel tentativo – mal riuscito - di lasciare ogni scelta alla Regione Lazio. Berdini e Frongia che ci stanno a fare nei rispettivi assessorati? Sanno bene entrambi che la trasmissione della documentazione in Regione significa implicitamente confermare l'interesse pubblico ma non vogliono metterlo nero su bianco per paura che da Milano arrivi un nuovo stop. Raggi prenda coscienza che governare significa assumere delle decisioni rispettando la legge. I cinque stelle non possono continuare a fingere di stare all'opposizione. Hanno una responsabilità morale e politica di chiarire ai cittadini che intenzioni hanno sullo stadio della Roma la cui realizzazione consentirebbe l'impiego di centinaia di milioni di opere pubbliche a beneficio dell'intera città".


Lo ha dichiarato Marco Palumbo, consigliere comunale del Partito democratico di Roma.




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Amazon lancia Archiviazione Illimitata via cloud con Amazon Drive


Amazon lancia il piano Archiviazione Illimitata online in Italia

 

Il nuovo piano Archiviazione Illimitata fornisce una soluzione di archiviazione via cloud comoda, sicura e affidabile per i tutti i contenuti personali

I clienti hanno così a disposizione uno spazio di memoria illimitato per una tariffa flat pari a 70€ all'anno, meno di 6€ al mese

Iscrivendosi, i clienti beneficiano di tre mesi di utilizzo gratuito del piano di archiviazione illimitata di foto, video, film, musica e altri file

 

  IMMAGINI e altri materiali relativi a questa notizia sono disponibili a questo LINK,
su iPressLIVE, la piattaforma che facilita il lavoro dei professionisti della comunicazione
 

 

Lussemburgo, 31 agosto 2016 - Amazon.it annuncia oggi il lancio del nuovo piano Archiviazione Illimitata che consente ai clienti di salvare facilmente e archiviare in modo sicuro quantità illimitate di foto, video, film, musica e altri file.

Grazie al nuovo abbonamento, i clienti non devono più preoccuparsi dei limiti di spazio di archiviazione per conservare i propri contenuti in tutta sicurezza. Tutti i file archiviati sono sempre disponibili per il download nelle loro dimensioni e risoluzioni originali, in modo che i ricordi siano conservati per la vita.

Il piano Archiviazione Illimitata è disponibile con abbonamento flat pari a 70€ all'anno, con i primi tre mesi di abbonamento gratuiti.

Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina www.amazon.it/clouddrive.

"La maggior parte delle persone conserva su diversi dispositivi una vita intera di foto scattate nel corso di compleanni, vacanze e momenti quotidiani. Molte di loro non sanno quanti gigabyte di archiviazione siano necessari e quanto possa costare salvare tutti questi ricordi", afferma David Nenke, Direttore di Amazon Drive. "Con il nuovo piano Archiviazione Illimitata, i clienti non hanno più assilli. Ora hanno una soluzione affidabile e sicura per conservare una quantità illimitata di foto, video, film, musica e altri file in un solo posto, senza opzioni di archiviazione su più livelli o costi crescenti di cui preoccuparsi".

Per meno di 6€ al mese, il nuovo piano Archiviazione Illimitata permette ai clienti di effettuare il backup e di conservare un numero illimitato di file, tra i quali le foto nuove e quelle già esistenti, i video, i film, la musica e altri file presenti su Amazon Drive. I clienti possono salvare automaticamente tutte le foto e i video da tutti i loro dispositivi mobili e fare il backup di tutti i contenuti presenti nei loro PC. I contenuti saranno facilmente accessibili a piena risoluzione dalla maggior parte dei dispositivi.

Il nuovo piano Archiviazione Illimitata è disponibile a partire da oggi con tre mesi di utilizzo gratuito per i clienti che si iscrivono.

I clienti Prime, che già usufruiscono dello storage senza limiti per le foto come uno dei benefici dell'abbonamento Prime, possono facilmente aggiungere l'Archiviazione Illimitata al loro account Amazon Drive per poter così conservare anche i loro video e i loro file, oltre alle foto. Tutti coloro che sono già clienti di Amazon Drive possono facilmente cambiare l'abbonamento accedendo al loro account e selezionando il piano Archiviazione Illimitata.

Per maggiori informazioni su Amazon Drive e sul piano Archiviazione Illimitata, visitare la pagina: www.amazon.it/clouddrive

 

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Amazon.com

Amazon è guidata da quattro principi: ossessione per il cliente piuttosto che attenzione verso la concorrenza, passione per l'innovazione, impegno per un'eccellenza operativa e visione a lungo termine. Le recensioni dei clienti, lo shopping 1-Click, le raccomandazioni personalizzate, Prime, Logistica di Amazon, AWS, Kindle Direct Publishing, Kindle, i tabletFire, Fire TV, Amazon Echo e Alexa sono alcuni dei prodotti e dei servizi introdotti da Amazon.




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L’APP MY VODAFONE SI RINNOVA

Con 39 milioni di visite al mese è il pilastro dell'assistenza clienti


La App "My Vodafone", principale interfaccia di assistenza clienti di Vodafone con oltre 39 milioni di visite al mese, si rinnova.


Grazie a una nuova grafica e a una rinnovata esperienza d'uso, frutto anche degli ultimi hackathon con clienti, giovani studenti e dipendenti Vodafone, l'App My Vodafone diventa sempre più intuitiva e vicina all'utente. Da oggi sarà infatti possibile:

·         visualizzare tutte le notifiche direttamente in homepage, dal credito residuo ai giga in esaurimento, dalla scadenza della SIM a offerte particolari
·         accedere al menu da in alto a destra, con tutte le funzioni ora a "portata di pollice"
·         controllare i contatori per conoscere il traffico ancora disponibile e sapere sempre cosa fare con i propri minuti, SMS e Giga residui
·         scoprire con un click tutte le offerte dedicate
·         ricevere supporto in tempo reale dalla rinnovata sezione interattiva "Serve aiuto", a cui ci si può rivolgere anche con messaggi vocali     

L'app My Vodafone è al centro della strategia di assistenza clienti di Vodafone: basti pensare che 3 interazioni su 4 delle 70 milioni di interazioni mensili con i clienti avviene attraverso i canali digitali. 

La metà di queste sono effettuate da app e m-site, con un accesso alla "My Vodafone" app ogni 4 giorni per cliente.

Per maggiori informazioni: Video o al sito Vodafone.it



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BOLOGNA - I TERAMANI LUCA CASTIGLIONI E MARCO COMPAGNONI CAMPIONI DEL MONDO DI ORGANETTO




BOLOGNA – Due teramani si laureano Campioni del Mondo di organetto nel corso della XXI edizione della manifestazione intercontinentale svoltasi nella città felsinea. 

Si tratta di Luca Castiglioni di Penna Sant'Andrea, già campione europeo nel 2015, e di Marco Compagnoni di Notaresco, rispettivamente nella sezione senior e junior. 

Circa ottanta sono stati i concorrenti provenienti da varie nazioni e regioni italiane che si sono contesi il prestigioso titolo nel corso della tre giorni bolognese del 26, 27 e 28 agosto scorsi. 

In pratica è la prima volta che la provincia di Teramo e l'Abruzzo possono vantare l'assegnazione contemporanea di titoli così prestigiosi. 

Ma gli straordinari risultati sono stati arricchiti dalle ulteriori performance di Angelica Di Felice di Montorio al Vomano (primo premio nella categoria A), di Antonio Di Giacomo di Mosciano Sant'Angelo (primo premio e menzione di merito nella categoria B), di Davide Carnicelli dell'Aquila (primo premio in categoria C) e di Lorenzo Graziosi dell'Aquila (primo premio nella categoria F). 

Insomma l'Abruzzo non solo esce a testa alta dalla gara mondiale di organetto, ma addirittura fa man bassa di titoli ed altri lusinghieri riconoscimenti. 

Tornando ai due neo campioni mondiali, c'è da sottolineare che Luca Castiglioni (classe 1986) e Marco Compagnini (classe 1999) non solo sono amici da alcuni anni, ma provengono dalla collaudata scuola del maestro Gabriele Scardelletti che li ha forgiati e preparati nel tempo con estrema meticolosità e professionalità. 

Va anche detto che Luca Castiglioni, per affinare al meglio i due pezzi con cui poi ha vinto (Salterello e La Gazzella) ha dovuto far ricorso a massicce dosi di antidolorifici per via di una fastidiosissima infiammazione alla spalla sinistra che avrebbe potuto compromettere l'esito dell'importante gara iridata. 

Dal canto suo Marco Compagnoni nel 2015 è stato fermo per diversi mesi a causa di un intervento chirurgico a seguito di un brutto incidente stradale risoltosi fortunatamente per il meglio. 

I due campioni mondiali, per diverse settimane prima dell'evento di Bologna, si sono allenati anche per oltre sei ore al giorno e la ricompensa, di fronte a tanti sacrifici, è arrivata puntuale.




Alfonso Aloisi

martedì 30 agosto 2016

SOLUTIONS 30 raggiunge un fatturato di oltre 86 milioni di € nel 1° semestre 2016 con una crescita di oltre il 43%

I ricavi consolidati (non certificati) del Gruppo SOLUTIONS 30 nel 1 ° semestre 2016 sono stati pari a € 86.300.000, in crescita del 43,1% rispetto al 1 ° semestre 2015. Nel solo secondo trimestre, la crescita è stata del 63,3%.


In M€
H1 2016
H1 2015
Variazione %
Q2 2016
Q2 2015
Variazione %

Fatturato del gruppo

86,3

60,3

+43,1%

50,3

30,8

+63,3%


La crescita del Gruppo è stata prevalentemente organica, trainata in particolare dall’incremento delle attività legate alle infrastrutture: Internet a banda larga (fibra ottica) e Linky in Francia. Il secondo trimestre è stato particolarmente importante, con un aumento di quasi il 70% del fatturato.

Negli altri paesi, che rappresentano quasi il 30% delle attività del gruppo, il secondo trimestre ha visto una conferma dell’andamento registrato nel primo trimestre.

Il Gruppo ha beneficiato anche della positiva integrazione delle aziende spagnole Rexion e Autronic e della belga JFS, acquisite rispettivamente nel mese di novembre 2015, marzo 2016 e maggio 2016. Queste acquisizioni rappresentano tre quarti della crescita negli altri paesi europei.


Sulla base dei risultati ottenuti nel primo e nel secondo trimestre, Gruppo SOLUTIONS 30 conferma le prospettive di crescita a due cifre previste per dell’anno.


lunedì 29 agosto 2016

IRPINIA - 23 NOVEMBRE 1980 ORE 19.35 L'INFERNO IN TERRA / DI MARCO NICOLETTI

IRPINIA - Chi c’era, quel 23 novembre del 1980 ricorderà per sempre l’ora del terremoto, le 19:34. E cosa faceva in quel momento. A quei tempi i canali tv si contavano sulle dita delle mani e a quell’ora la Rai trasmetteva un tempo di una delle partite della serie A giocate nel pomeriggio. Chi ne aveva approfittato per una gita fuori porta non poté non notare l’anomalia di una giornata calda, troppo calda per quella stagione. La terra tremò in Campania e Basilicata, con epicentro in Irpinia, per circa 90 interminabili secondi.
Un minuto e mezzo che rase al suolo interi paesi provocando circa 3000 morti, 9000 feriti, 300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte, interi paesi isolati per giorni. Oggi, a 35 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane che seguirono, caratterizzate da uno Stato impotente dinanzi al disastro, incapace di coordinare i soccorsi, tardivi e insufficienti nonostante lo sforzo immenso messo in campo dai volontari, è tutt’altro che sbiadito. Dei 119 comuni irpini, furono 99 quelli che riportarono danni alle strutture.
Il sisma fu avvertito pesantemente anche a Napoli dove la gente si riversò in strada per passare la notte. Il tempo ha placato le furenti polemiche sull’erogazione dei fondi per la ricostruzione e sulle risorse destinate allo sviluppo industriale: complessivamente, per i comuni colpiti di Campania, Basilicata e Puglia, sono stati stanziati quasi 30 miliardi di euro (dati 2011 della Camera dei Deputati). Restano ancora code che riguardano le aree industriali della ex legge 219/81 e i fondi destinati ai Comuni. Ma resta soprattutto il ricordo dell’impegno dei sindaci nella ricostruzione e quello dei volontari di tutta Italia in uno scenario post bellico.
Come resta la scossa data dall’arrivo suoi luoghi della tragedia dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini e una prima pagina del quotidiano Il Mattino entrata nella memoria collettiva con l’appello “Fate presto”. Oggi, a 35 anni di distanza, dopo sprechi e inchieste, l’Irpinia non conserva se non in minima parte le tracce di quel disastro. Cosi’ come la Basilicata dove è stato ricostruito il 90% circa delle abitazioni private (con “punte” del 100% a Balvano, nel Potentino, uno dei centri più colpiti dal sisma con 77 vittime) con un finanziamento complessivo di circa 4.840 miliardi di lire (circa 2,5 miliardi di euro).
Lo Stato mise in campo anche un robusto piano per la realizzazione di nuove infrastrutture e aree industriali, con uno stanziamento di circa 13 mila miliardi di lire (circa 6,7 miliardi di euro): 13 in Campania e sette in provincia di Potenza (Baragiano, Isca Pantanelle, San Nicola di Melfi, Tito, Viggiano, Valle di Vitalba, Balvano - a cui si aggiunge quella di Nerico, a cavallo con l’Avellinese). Nelle aree industriali si insediarono centinaia di imprese (un’ottantina delle quali in Basilicata); molte ebbero vita difficile e ormai sono chiuse senza dare continuità a quel progetto di ricostruzione e sviluppo che il legislatore aveva immaginato per il “cratere” del terremoto e i territori che lo circondavano.
Quel grande sforzo però non è stato completamente inutile: alcune grandi aziende sono tuttora in attività (è il caso degli stabilimenti della Ferrero di Balvano e Sant’Angelo dei Lombardi), altre sono arrivate sulla scia di quei programmi (come la Fiat a Melfi) ma soprattutto in quelle aree industriali, tramontato il sogno della grande industrializzazione delle aree interne, sono tuttora in attività decine di pmi di imprenditori locali.

Marco Nicoletti
Diritti Riservati
marconicolettinews@gmail.com

BELLANTE (TE) - ULTIMA TAPPA DI MISS BLU MARE PRIMA DELLA FINALISSIMA


BELLANTE (TE) – Torna il concorso di bellezza Miss Blu Mare Abruzzo con l'ultima tappa locale prima della finale regionale. 


Infatti, a Bellante Stazione, in largo Vittorio Veneto, all'interno della Festa di Fine Estate promossa dalla Pro Loco di Ripattoni, ci sarà l'importante appuntamento che designerà le ragazze che accederanno all'ultima kermesse abruzzese del 7 settembre prossimo ad Alba Adriatica. 


Alla tappa di Bellante Stazione (giovedì 1 settembre, ore 21:30) sarà presente la modella italo-messicana Rose Marie Straffon laureatasi Miss Blu Mare Abruzzo 2015 che sfilerà con un abito da sposa del'atelier Modis. 


Conduttrice della serata sarà Anna Di Paolantonio.


Alfonso Aloisi

domenica 28 agosto 2016

Assicurazione obbligatoria contro i rischi terremoto - Giudizio negativo di Assoedilizia

Il Presidente di Assoedilizia  Achille Colombo Clerici:
"LA PREVENZIONE ANTISISMICA E' COMPITO DELLO STATO, NON DELLE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE
".




"Non e' sul piano delle polizze obbligatorie di assicurazione contro il rischio di danni che nel nostro Paese si deve affrontare il problema del terremoto" afferma il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.


"E' viceversa  da affrontare sul piano della prevenzione: si tratta di un problema del territorio, anzi di una parte dello stesso, che, come tale, va affrontato come problema del nostro Stato, cosi' per i sismi, come per le diverse calamita' naturali (quali inondazioni, esondazioni, frane, smottamenti).

Ci mancherebbe pure che lo Stato, avendone scaricato il danno sulle spalle delle Compagnie di assicurazione, si sentisse sollevato dal suo compito istituzionale di intervenire con la maggior forza possibile nella necessaria azione volta alla tutela, alla salvaguardia, alla sicurezza del territorio stesso.
Corretta dunque la posizione del Ministro Graziano Delrio che ha esclusa qualsiasi ipotesi di di obbligatorieta' della polizza antisismica".



Foto: 
Achille Colombo Clerici con il Ministro Graziano Delrio




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Istituto fisiologia clinica Ifc-Cnr di Pisa: lo stress post trauma terremoto



Quali sono gli effetti e i rischi psicologici provocati dal terremoto?
Le calamità naturali come il terremoto che ha colpito l’Italia Centrale nei giorni scorsi sono eventi che superano l'ambito della normale esperienza e che quindi, dal punto di vista psicologico, rappresentano traumi tali da indurre stress in chiunque li abbia vissuti. Come è comprensibile, essere travolti da un evento di questo tipo mette a durissima prova le nostre capacità di adattamento e la nostra salute psicologica, sebbene le reazioni di stress vengano considerate una reazione normale a eventi eccezionali.
Fondamentalmente, i rischi per la sfera psicologica sono legati all’insorgenza di patologie, spesso gravi, conseguenti alla cronicizzazione della paura, che diventa angoscia quando l’evento sismico non si esaurisce in breve ma si protrae nel tempo.
Una simile sollecitazione emotiva innesca una serie di effetti tipicamente legati all’esposizione cronica di stress, quali modificazioni dei livelli ormonali (cortisolo e catecolamine, nelle donne anche gli estrogeni), alterazioni del sonno e, nel lungo termine, variazioni cardiovascolari associate a un maggior rischio di sviluppare ipertensione, tachicardia e talvolta infarto del miocardio. Tutto questo crea una via preferenziale per l’insorgenza di patologie come la depressione e il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS).
Inoltre è necessario distinguere tra la percezione dello stress degli adulti e dei bambini, dato il differente approccio con cui vivono un’esperienza così traumatica e le diverse terapie a cui dovranno essere sottoposti.

Quali emozioni innesca il terremoto nelle popolazioni che lo subiscono?
Il terremoto produce nelle persone uno choc emozionale intenso, tipicamente scatenando ansia, paura e attacchi di panico. L’ansia è generalmente un’emozione a due facce: da un lato può spingere l’individuo a dare il massimo mediante una serie di processi dinamici neurali, fisiologici, comportamentali e cognitivi che portano all’adattamento; dall’altro può limitare l’esistenza dell’individuo stesso inducendo alterazioni neurali, fisiologiche, comportamentali e cognitive che aumentano la vulnerabilità a manifestare patologie.
Alcuni studi hanno dimostrato come, anche in situazioni drammatiche come sopravvivere ad un terremoto, le vittime possano sperimentare emozioni positive, altrettanto intense e persistenti di quelle negative. E’ noto infatti che l’esposizione ad eventi avversi provoca una vasta gamma di reazioni psicopatologiche; tuttavia, non è così chiaro come l’esistenza di emozioni positive possa in qualche modo ridurre o mediare l’impatto del trauma. Studi specifici sull’adattamento allo stress hanno dimostrato come i fattori di personalità relativamente stabili, ad esempio la felicità e l’ottimismo, possano mediare gli effetti negativi dello stress. A questo proposito, evidenze sperimentali indicano che, di fronte ad eventi di vita negativi, persone che in precedenza hanno avuto esperienze positive, attingevano da questo “bagaglio emotivo” per poter esercitare un tale controllo psicologico in modo da adattarsi allo stress, ed esibendo una minor vulnerabilità a sviluppare le classiche patologie stress-correlate.
Inoltre, per meglio comprendere l’impatto di un terremoto sulla sfera emotiva, è necessario conoscere le alterate funzioni cerebrali evidenti già nelle prime fasi dell’adattamento al trauma. Studi in modelli animali dell’impatto dello stress acuto e cronico, hanno evidenziato cambiamenti fisiologici e morfologici in molte regioni cerebrali, in particolare nell’amigdala, nell’ippocampo e nella corteccia prefrontale. Questi risultati sono coerenti con quanto riscontrato in uno studio umano condotto nei sopravvissuti al terribile terremoto di magnitudo 8.0 che sconvolse una zona della Cina nel 2008, in cui si monitorò la funzionalità cerebrale per mezzo della risonanza magnetica funzionale (fMRI). Rispetto ai controlli, i sopravvissuti mostravano, già 25 giorni dopo l’evento, un’iperattività a livello del sistema limbico e della corteccia pre-frontale e un’attenuata connettività funzionale nelle aree limbiche frontali e nelle regioni striatali, notoriamente coinvolte nel processa mento delle emozioni.
L’esposizione a fattori di stress di natura così intensa, oltre a modificazioni di funzionalità cerebrale, innesca, nel giro di pochi minuti, anche alterazioni a livello molecolare, in particolare a carico delle proteine c-fos e NGF e predisponendo così allo sviluppo della sintomatologia depressiva e del Disturbo Post Traumatico da Stress.

Che tipo di assistenza psicologica è necessaria?
Innanzitutto occorre fare una prevenzione primaria, in cui si mette l’individuo in condizioni di conoscere le proprie emozioni e saper controllare gli effetti che queste hanno sul comportamento e sulla salute psicologica, attraverso una formazione specifica con l’aiuto di corsi e tecniche da attuarsi ovviamente in periodi precedenti al disastro. Riuscire ad educare la nostra mente e il nostro corpo mediante ad esempio la meditazione, ci permetterebbe di controllare le nostre emozioni, le nostre ansie e paure in modo da essere in grado di adattarci anche a situazioni drammatiche quali sono gli eventi sismici.
Ad una prevenzione primaria, deve seguire una prevenzione secondaria, in cui vengono programmati interventi di sostegno psicologico, successivi all’evento sismico, per sostenere le persone colpite dalla reazione acuta di stress (attacco di panico), evitando così che questo si trasformi in un disturbo post-traumatico da stress, ad esempio mediante centri di ascolto post-emergenza.
Dal momento che ad un evento traumatico è spesso connesso un particolare livello di stress. Cosa accade quando una persona soffre del Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS)?
Numerosi dati della letteratura confermano come un disastro naturale, produca un elevato stress con conseguenze a lungo termine, di carattere sia fisiologico che psicologico, e sintomi residui post-traumatici soprattutto nei soggetti più giovani. In particolare, studi recenti mostrano come l’esposizione ad un evento traumatico aumenti maggiormente la vulnerabilità a sviluppare il Disturbo Post Traumatico da Stress nelle donne rispetto agli uomini. Questo dato è supportato anche da evidenze sperimentali ottenute in una ricerca condotta negli individui sopravvissuti all’attacco terroristico alle Torri Gemelle e ai terremoti in Molise nel 2002 e dell’Abruzzo nel 2009 che mostra come circa la metà dei soggetti studiati sviluppavano questa patologia. E’ importante tenere conto le differenti modalità individuali di risposta al trauma, e il fatto che ogni reazione soggettiva deve essere analizzata anche in termini oggettivi sulla base delle caratteristiche del trauma stesso, quali ad esempio l’imprevedibilità e l’intensità. Ovviamente, più un trauma è grave e persiste nel tempo, più intense e durature saranno le conseguenze sull’individuo. Generalmente, la persona affetta da DPTS tende a “rivivere” l’evento traumatico, perdendo improvvisamente il contatto con la realtà e arrivando a provare un disagio ed un terrore molto intensi. Talvolta, si possono manifestare delle vere e proprie amnesie legate all’evento sismico, correlando questo senso di evitamento ad una certa difficoltà di provare emozioni (amnesia emotiva); nelle situazioni più gravi si possono verificare comportamenti di autolesionismo e tentativi di suicidio legati alla visione totalmente negativa del futuro.
Solitamente, queste reazioni psicofisiologiche possono manifestarsi mesi o anni dopo l’evento traumatico, sebbene mediamente la comparsa dei primi sintomi si registra a partire dal secondo e terzo mese successivo al trauma.
L’intervento precoce sui sopravvissuti a un trauma come il terremoto, indipendentemente dalla presenza di una diagnosi di DPTS, dovrebbe essere quindi un obiettivo primario nell’ambito di un programma di Salute Pubblica, attuando una terapia immediata per evitare negli anni l’instaurarsi di patologie psicosomatiche (cardiovascolari, immunitarie, gastroenteriche, nervose e metaboliche) e psicologiche (ansia, depressione e schizofrenia) stress-correlate.

Quali sono i consigli per affrontare tale disturbo?
Sicuramente non bisogna far passare troppo tempo, ma occorre cominciare una terapia il prima possibile dall’insorgenza dei sintomi. In particolare, in questi casi viene utilizzata la terapia cognitivo-comportamentale, che prevede l’inizio della cura nei primi giorni successivi al trauma. L’obiettivo è quello di aiutare ad elaborare la tragedia e a “incanalare” le emozioni, in modo da arrivare lentamente a non viverle più. Di solito viene effettuata direttamente “sul posto” da un’équipe di psicologici specializzati negli interventi immediati; nonostante la terapia, in alcuni soggetti il trauma psicologico può persistere o addirittura peggiorare trasformandosi in cronico.
La triste storia degli ultimi anni, dai terremoti che hanno colpito l’Aquila, l’Emilia Romagna fino a quello dei giorni scorsi, e dato il rischio sismico in buona parte dell’Italia, ci portano a non poter, né a dover non prendere in considerazione l’importante ruolo dello psicologo dell’emergenza sia in condizioni di calamità naturali che in quelle legate ad attacchi terroristici. La Psicologia dell’emergenza rappresenta un ampio insieme di contributi diversi della psicologia, dalla Psicologia clinica, Psicologia sociale, fino alla Psicologia di comunità e della salute, finalizzata a comprendere i processi  psicologici, sia psicofisiologici,  cognitivi,  emotivi, che  comportamentali, attivati in tali condizioni. Tutto questo ovviamente senza trascurare gli esiti nel breve e nel lungo termine che andranno inevitabilmente ad incidere sulle capacità di adattamento e sul benessere delle persone e delle comunità colpite. Gli interventi dovranno essere indirizzati sia alle persone coinvolte direttamente nell’evento, che i soccorritori che a loro volta hanno vissuto in prima persona o meno gli eventi critici verificatisi.

In generale, dal punto di vista psicologico, le due categorie più a rischio sono soprattutto i bambini e gli anziani; in questo caso, si devono predisporre delle strategie da adottare individualmente. Nel caso dei bambini, per esempio, si continua con la psicoterapia, che viene praticata anche sui genitori e sugli insegnanti, in modo da creare una vera e propria rete attorno al piccolo, per aiutarlo nella guarigione. È un lavoro da portare avanti con delicatezza, ma senza perdere tempo. Ci sono studi che, nei bimbi vittime di traumi importanti, hanno evidenziato il pericolo di un ritardo nello sviluppo fisico e cognitivo, difficile da recuperare se non si interviene subito.

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